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20-Nov-2018 Aggiornato alle 16:20 +0100

L'alimentazione e l'ipertensione

L'importanza di nutrirsi in modo corretto, strizzando l'occhio alla natura

 

Attenzione

Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: Leggi la Disclaimer Medica

 

L’ipertensione arteriosa oggi è una delle malattie maggiormente diffusa nei paesi industrializzati, spesso molti soggetti non sono a conoscenza del loro stato patologico se non prima della comparsa di un evento eclatante. L’ipertensione è una patologia caratterizzata da un aumento considerevole della pressione sanguigna con valori oltre la norma. Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 140 mmHg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mmHg; questi valori, tuttavia, variano in continuazione, per cui prima di confermare una diagnosi d’ipertensione la pressione deve essere misurata più volte. In genere, i sintomi che possono indicare un aumento della pressione sono mal di testa, specie al mattino, stordimento e vertigini, ronzii nelle orecchie (chiamati acufeni), alterazioni della vista (presenza di puntini luminosi davanti agli occhi), perdite di sangue dal naso (epistassi). Però, non sempre questi sono presenti poiché, soprattutto se avviene in modo graduale, l'organismo si abitua progressivamente ai valori sempre un po' più alti e non manda segnali. Tuttavia l'ipertensione è uno dei fattori di rischio dell'insorgenza della malattia cardiovascolare aterosclerotica (per esempio: l'ictus, l'infarto del miocardio, lo scompenso cardiaco e le malattie arteriose periferiche) e di insufficienza renale. In un’altissima percentuale dei casi (95%) si tratta di ipertensione primaria la cui eziopatogenesi è multifattoriale. Diverse condizioni infatti predispongono all’insorgenza di ipertensione arteriosa tra cui: familiarità, età, alcune patologie come il diabete e stili di vita non corretti. In particolare è stato dimostrato che un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte.

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Elevati apporti di sodio (che è contenuto nel sale) aumentano il rischio per alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, sia attraverso l’aumento della pressione arteriosa sia indipendentemente da questo meccanismo. L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non superare i 5 g di sale al giorno (che corrispondono a 2 g di sodio) in tal modo è possibile ridurre il rischio di ictus del 23% e quello di malattie cardiovascolari del 17% (raccomandazioni che non si riferiscono solo alle persone ipertese, ma anche alla popolazione generale, quindi devono essere applicate a tutta la famiglia, bambini inclusi). L’eccesso di peso aumenta il lavoro che il cuore deve fare per pompare il sangue in tutto il corpo. Il mantenimento di un peso adeguato è un fattore importante nel ridurre il rischio di ipertensione e quindi di avere malattie cardiovascolari. Se la pressione è solo lievemente elevata, eliminare l’eccesso di peso può far ritornare alla normalità la pressione del sangue; ridurre il peso corporeo di 10 kg comporta una riduzione di circa 5-10 mmHg di pressione arteriosa (PA). Se l’ipertensione è moderata, l’esercizio fisico può essere il primo mezzo di trattamento non farmacologico, eventualmente associato a una dieta con poco sale e a calo ponderale. Laddove sia necessario un contenimento della pressione arteriosa più consistente, l’esercizio deve essere considerato di ausilio al trattamento farmacologico (fare attività fisica regolare, almeno 30 minuti di cammino sostenuto per un minimo di 5 giorni alla settimana, riduce la PA di 4-9 mmHg). Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere nei limiti di norma i valori di pressione arteriosa. Nelle forme più lievi può rappresentare l'unica terapia. Ma anche in associazione alla terapia farmacologia una alimentazione adeguata è di grande aiuto, in quanto aumenta l'efficacia dei farmaci antipertensivi permettendo di ridurne la posologia e il numero (in caso della associazione di più farmaci).

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RACCOMANDAZIONI DIETETICHE GENERALI

-  Seguire le raccomandazioni per una corretta alimentazione nella popolazione generale in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti ricchi di zuccheri e all’assunzione di adeguate porzioni di frutta e verdura- Ridurre l’uso del sale e il consumo di alimenti ricchi in sodio.
- Aumentare l'apporto di alimenti ricchi in potassio e calcio, che riducono i valori di pressione.
- Scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e colesterolo.- Scegliere cibi ad elevato contenuto di amido e fibre e basso tenore in zuccheri semplici.
- Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura semplici come: vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o i bolliti di carne.
- Mangiare con moderazione e preferibilmente distribuendo la quota calorica giornaliera in 5 pasti: colazione, merenda a metà mattina, pranzo, merenda nel pomeriggio e cena, invece di tre pasti troppo abbondanti.

In fitoterapia per la cura della ipertensione sono impiegate piante officinali e minerali, in grado di abbassare la pressione sanguigna; fluidificare il sangue; stimolare la diuresi; e rinforzare le pareti venose, evitando così la sclerotizzazione dei vasi. Biancospino: le foglie e i fiori possiedono un’azione ipotensiva dovuta all’abbassamento delle resistenze vascolari periferiche, ma anche all’effetto sedativo e antiaritmico. Ulivo: le sue foglie esercitano un’azione ipotensiva per dilatazione dei vasi della circolazione periferica, e diuretica, utile per favorire l'eliminazione di scorie metaboliche e sali minerali in eccesso. Aglio: numerosi studi clinici hanno dimostrato la sua azione positiva nella prevenzione del rischio cardiovascolare. Questa pianta regolarizza la pressione arteriosa, previene la trombosi e la formazione delle placche aterosclerotiche. Vischio: è una delle piante più efficaci contro l'ipertensione, utilizzato anche come regolatore del sistema cardio-circolatorio. I principi attivi, contenuti nella pianta, stimolano il sistema parasimpatico e diminuiscono le resistenze periferiche dei vasi, causando vasodilatazione. Il potassio: La sua assunzione è efficace nell'abbassare la pressione sanguigna, grazie alla capacità del potassio di aumentare l’escrezione del sodio e per il suo effetto vasoattivo sui vasi sanguigni.

Dott. Stefano Sgariglia

Diploma di Erboristeria presso Università Popolare di Napoli
Dottorato in Naturopatia presso l'Unversite Europeenee Jean Monnet, Bruxelles
Counselour presso Istituto Work Casa, Napoli
Master  in "Esperto nell'elaborazione di diete" presso L'Università delle Marche, Ancona
corsi di aggiornamento monotematici:
a) diagnostica e terapeutica strumentale: "Nutrizione clinica - Analisi Quantitativa e Qualitativa della Composizione Corporea e strategie per il  recupero del benessere" presso Biotekna,Formia(LT) 
b) Aggiornamento scientifico in Fitoterapia, presso ESI, Napoli,
c) Esperto nell'applicazione del metodo di dimagrimento Amin Biodiet, presso Associazione di Medicina Integrata e Naturopatia, Torre del Greco (NA),
d) Fitoterapia funzionale: riequilibrio metabolico, drenaggio e detossificazione, una nuova frontiera all'approccio del sovrappeso, presso Centro Studi Erba Vita, Castellamare di Stabia
e) Stress, Sport e Nutrizione, presso Centro Medico La Salute / Ufficio Regionale Scolastico di Avellino, Avellino
f) operatore qualificato dieta Tisanoreica

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