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“Laudata” Assisi, la città dei Santi
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La cittadina nel cuore dell’Umbria si conferma tra le grandi destinazioni di turismo religioso.
Se la Fede è un dono divino, prezioso, ma invisibile, l’uomo sceglie spesso di ricambiare attraverso la simbolica solidità della pietra.

Pietre piccole, come i sassi che i pellegrini lasciano sotto la Cruz de Hierro durante il cammino verso Santiago de Compostela o decisamente più rilevanti, come il Sepolcro di Gerusalemme, pietra tombale, sacro simbolo universale di morte e risurrezione di Gesù, e la Basilica di S. Pietro di Roma, vero fondamento della Chiesa Cristiana.

Anche ad Assisi, la cittadina nel cuore dell’Umbria, situata tra le colline alle pendici del Monte Subasio, è la pietra che simboleggia il legame tra l’umano e il divino.
Fu davanti al crocifisso tra le mura pericolanti della cappella di S. Damiano che Francesco avvertì la vocazione: la richiesta di “ricostruire la sua casa in rovina” iniziò dalla ricerca dei materiali per riparare gli edifici per poi allargarsi alle anime perse fino all’impegno di riportare la Chiesa ai valori fondanti di umiltà e spiritualità.

Francesco fu un uomo rivoluzionario: durante la sua breve vita, scelse la povertà invece che gli agi, la parola invece che le armi, restituendo pari dignità sia agli emarginati che agli animali, diventando simbolo di umiltà, di dialogo e di pace. Segnato dalle stigmate, morì nel 1226 a 44 anni presso la Porziuncola, donando al mondo una rosa senza spine, il presepe – la prima rappresentazione della scena della Natività di Betlemme – e il Cantico delle Creature, quella che viene considerata l’opera italiana più antica di un autore noto.

Dopo la canonizzazione del Santo, sul Colle Inferno, discarica per i corpi di indegni e condannati a morte, fu posta la prima pietra della Basilica – formata da due chiese sovrapposte – che oggi è meta per migliaia di visitatori, fedeli e non solo.

Le facciate esterne in candida pietra calcarea celano i muri che hanno fatto da tela a Giotto, Cimabue, Martini e Lorenzetti, i grandi maestri del Medioevo: varcare le soglie delle due chiese, quella Inferiore e quella Superiore, è come entrare tra le pagine dei manuali di Storia dell’Arte e, al di là della fede personale, si rivela comunque un’esperienza estatica.

Decisamente più intima e suggestiva la Cripta che custodisce le spoglie del santo, esposte al pubblico durante gli scorsi mesi, proprio in occasione delle celebrazioni in ricordo degli 800 anni dalla morte di S. Francesco.

Altri edifici sono oggetto di profonda devozione e descrivono il legame speciale di questa terra per i suoi santi: la Basilica di S. Chiara con le reliquie della fondatrice dell’Ordine delle Clarisse e il Santuario della Spogliazione con le spoglie di Carlo Acutis, il giovane “Santo Millennial” proclamato poco più di un anno fa.

Anche se è praticamente impossibile separare la città dai suoi Santi, le pietre di Assisi però raccontano anche altro.

In un percorso turistico di esplorazione e curiosità, le tappe sono segnate da grandi sfere di pietra locale che, scaricando un’applicazione sullo smartphone, permettono di conoscere altri angoli della cittadina medievale: dalle Rocche Maggiore e Minore che sovrastano la città, al Palazzo del Capitano del Popolo e al Tempio della Minerva, fino al Duomo di S. Rufino, in pieno centro storico. Per il 2026 i numeri parlano chiaro: il significativo aumento dei visitatori conferma Assisi come pietra miliare tra le destinazioni di turismo religioso.

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