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Esteri

UNICEF: in Libano 770mila bambini traumatizzati dalla guerra, un “incubo senza fine”

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UNICEF/UNI979076/Choufany

Il nuovo rapporto UNICEF denuncia una situazione drammatica: famiglie in difficoltà, bambini affamati, scuole distrutte e un crescente disagio psicologico causato dal conflitto.

Quattro famiglie su cinque in Libano faticano oggi a soddisfare i bisogni essenziali, mentre il conflitto sta aggravando una crisi economica e sociale già profonda. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’UNICEF intitolato “An Enduring Nightmare” (“Un incubo senza fine”), che descrive una situazione sempre più difficile per bambini e adolescenti in tutto il Paese.

Il documento evidenzia come povertà, fame, interruzione dell’istruzione e disagio psicologico stiano segnando profondamente la vita di centinaia di migliaia di minori.

Sempre più bambini senza cibo e cure mediche

Tra i dati più preoccupanti emerge che il 22% delle famiglie intervistate ha dichiarato che i propri figli sono andati a letto affamati nelle due settimane precedenti all’indagine, mentre il 31% ha riferito che i bambini non hanno ricevuto le cure mediche necessarie, principalmente per ragioni economiche.

Il rapporto segnala inoltre che il 14% delle famiglie ha indicato la presenza di almeno un minore impegnato in attività lavorative, una percentuale più che raddoppiata rispetto all’inizio del 2025.

UNICEF: “I bambini stanno sopportando un peso insostenibile”

A commentare i risultati è stato Marcoluigi Corsi, rappresentante dell’UNICEF in Libano.

“Ai bambini e ai giovani in Libano viene chiesto di sopportare un fardello che nessun bambino dovrebbe portare.”

Secondo Corsi, la pressione economica e sociale esercitata sulle famiglie sta avendo conseguenze sempre più gravi.

“Le famiglie sono spinte al limite, mentre i bambini non ricevono assistenza sanitaria né istruzione, vengono costretti a lavorare e vivono un profondo disagio psicologico. Senza un intervento urgente e costante, queste pressioni plasmeranno le loro vite per gli anni a venire.”

Oltre 1.300 bambini uccisi o feriti in sei mesi

Le conseguenze del conflitto sono drammatiche anche sul piano della sicurezza.

Dal 2 marzo 2026 almeno 261 bambini sono stati uccisi e 1.056 feriti, con una media di sette minori colpiti ogni giorno nell’arco di sei mesi.

L’UNICEF stima inoltre che il 12% dei bambini feriti conviva oggi con una forma di disabilità conseguente alle lesioni subite.

Scuole distrutte e istruzione a rischio

Il sistema scolastico libanese continua a pagare un prezzo altissimo.

Secondo il rapporto, circa 436 scuole sono state danneggiate o distrutte, mettendo a rischio il diritto all’istruzione di circa 100mila bambini. Anche il personale scolastico è stato duramente colpito: 86 insegnanti sono stati uccisi o feriti.

A livello familiare, il 46% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto le spese per l’istruzione, mentre il 17% ha riferito che i propri figli hanno dovuto interrompere gli studi.

Difficoltà di apprendimento e disagio emotivo

Tra i bambini che continuano a frequentare la scuola, il 29% non riesce ad apprendere come previsto a causa di problemi di concentrazione e sofferenza psicologica.

Una situazione che rischia di compromettere il futuro educativo di un’intera generazione.

770mila bambini colpiti da traumi psicologici

Uno degli aspetti più allarmanti del rapporto riguarda la salute mentale.

L’UNICEF stima che 770mila bambini abbiano sofferto traumi psicologici negli ultimi sei mesi.

Oltre la metà delle famiglie intervistate ha dichiarato che il benessere emotivo dei propri figli è peggiorato, mentre il 63% ha riferito che i bambini appaiono frequentemente ansiosi o nervosi.

Giovani senza prospettive

Le difficoltà non si fermano all’infanzia. Una precedente valutazione dell’UNICEF ha rilevato che soltanto il 22% dei giovani tra i 18 e i 25 anni frequenta la scuola o l’università, principalmente a causa delle difficoltà economiche.

Al momento dell’indagine, il 67% risultava inoltre disoccupato, evidenziando una mancanza di opportunità che rischia di avere conseguenze durature sul futuro del Paese.

L’appello dell’UNICEF

L’organizzazione continua a fornire assistenza umanitaria attraverso il sostegno ai servizi essenziali, la cura dei bambini feriti, il supporto alle famiglie sfollate e la distribuzione di aiuti ai centri di accoglienza e alle strutture sanitarie.

Nel suo appello finale, Marcoluigi Corsi ha lanciato un avvertimento alla comunità internazionale.

“Senza un intervento urgente e continuativo, un’intera generazione di bambini e giovani rischia di portare con sé le cicatrici di questa crisi fino all’età adulta.”

E ha concluso:

“La ripresa del Libano dipende dalla protezione dei bambini oggi e dal rispetto del loro diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alla protezione e alle opportunità di cui hanno bisogno per costruirsi un futuro.”

Qui il link al report UNICEF “Enduring nightmare”

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