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PLE e operatore a terra: quando serve e come gestire correttamente le emergenze

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PLE e operatore a terra

Il D.Lgs. 81/2008 non impone in modo espresso la presenza costante di un secondo operatore a terra durante ogni utilizzo di una piattaforma di lavoro elevabile. Resta però fondamentale organizzare il lavoro in modo da garantire un intervento rapido ed efficace in caso di emergenza.

L’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili, le cosiddette PLE, richiede un’attenta organizzazione delle attività, soprattutto quando un operatore si trova in quota.

Uno degli aspetti più discussi riguarda la presenza di un operatore a terra: è sempre obbligatorio? Deve possedere l’abilitazione alla conduzione della piattaforma? Dove deve trovarsi durante le lavorazioni?

Il documento esaminato chiarisce innanzitutto un punto: il D.Lgs. 81/2008 non contiene una disposizione che imponga espressamente la presenza di una persona a terra in ogni utilizzo della PLE. Questo, però, non elimina la necessità di organizzare correttamente la gestione delle emergenze.

Perché l’operatore a terra è importante

La presenza di una persona in grado di intervenire può diventare determinante in situazioni come:

  • un malore dell’operatore in quota;
  • un guasto elettrico o meccanico;
  • l’impossibilità di utilizzare i comandi presenti nel cestello.

In questi casi deve essere possibile attivare tempestivamente le procedure di recupero previste per la specifica piattaforma utilizzata.

Nei cantieri temporanei o mobili cosa prevede la linea guida

Un’indicazione più specifica arriva dalla Linea guida “Uso delle Piattaforme di Lavoro Elevabili nei cantieri temporanei o mobili”.

Per il proprio ambito di applicazione, il documento prevede una squadra minima che garantisca la presenza a terra di almeno un operatore nei pressi della macchina.

Quando vengono utilizzate contemporaneamente più PLE, il numero degli operatori a terra deve invece essere definito sulla base della valutazione dei rischi. Gli addetti devono inoltre essere formati e addestrati sulle procedure di emergenza relative alle piattaforme utilizzate. ArticoloPLEsecondouomo

Non è quindi corretto affermare in termini generali che esista sempre un obbligo nazionale di lavorare con una squadra composta da almeno due persone. Il principio centrale resta quello di garantire concretamente un recupero rapido dell’operatore in quota.

Cosa deve saper fare l’operatore a terra

Il documento distingue tra abilitazione alla conduzione della PLE e preparazione alle sole manovre di emergenza.

L’operatore incaricato di intervenire da terra deve conoscere le procedure di emergenza e saper utilizzare i sistemi di recupero della specifica macchina impiegata.

Questo elemento è particolarmente importante perché i comandi di emergenza possono cambiare da una piattaforma all’altra: formazione e addestramento devono quindi riguardare anche il mezzo effettivamente utilizzato.

Serve sempre l’abilitazione alla conduzione?

Secondo quanto riportato nel documento, alcuni chiarimenti delle Camere di Commercio distinguono il caso dell’operatore che deve guidare normalmente la piattaforma da quello della persona incaricata esclusivamente del recupero di emergenza.

In quest’ultimo caso, l’abilitazione alla conduzione della PLE non sarebbe necessariamente richiesta, mentre resta indispensabile uno specifico addestramento alle manovre necessarie per mettere in sicurezza l’operatore e la macchina.

Dove deve trovarsi l’operatore a terra

La posizione deve consentire un intervento tempestivo.

La linea guida richiede che l’operatore si trovi “nei pressi della macchina” e sia in grado di applicare le procedure di emergenza.

Non significa necessariamente che debba restare costantemente sotto il cestello: l’elemento determinante è che nell’area di lavoro sia presente una persona capace di intervenire in tempi compatibili con una situazione di emergenza.

Può appartenere a un’altra azienda?

Sì. Secondo il documento, l’operatore a terra può appartenere anche a un’impresa diversa, purché questa scelta sia prevista nell’organizzazione delle emergenze e siano assicurati formazione, addestramento e capacità effettiva di intervento.

Il ruolo del datore di lavoro

Il punto di partenza resta la valutazione dei rischi.

Il datore di lavoro deve individuare preventivamente chi potrà intervenire qualora l’operatore in quota non riesca più a utilizzare autonomamente la piattaforma.

La questione, quindi, non può essere ridotta alla semplice domanda se esista o meno un obbligo formale di avere una seconda persona a terra. L’organizzazione deve garantire concretamente la possibilità di un recupero tempestivo attraverso personale individuato, formato e addestrato sulla PLE utilizzata.

Dott. Giovanni Esposito
Eng. & Safety Manager / Project Manager

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