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Prima nazionale a Milano di P.P. Pasolini. L’ossimoro vivente di Donato Di Poce. Nuova edizione
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L’evento si inserisce nelle celebrazioni e riflessioni postume per il cinquantenario della morte di Pasolini (avvenuta nel 1975). I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno pubblicano con questo volume un’analisi critica a 360 gradi
MILANO, 5 febbraio 2026 – Nel cinquantesimo anniversario della tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini (novembre 1975 – novembre 2025), I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno pubblicano P.P.Pasolini: l’ossimoro vivente (NUOVA EDIZIONE) , un saggio oggi fondamentale, firmato dal poeta e critico Donato Di Poce. L’opera si distacca dalle commemorazioni di circostanza per offrire un’interpretazione militante e “corsara”, che definisce Pasolini come la più lucida e fertile contraddizione del suo tempo, e sarà presentata insieme all’autore dallo scrittore e critico letterario Angelo Gaccione, giovedì 05.02.26 (5 febbraio 2026), alle ore 18:00 presso la Biblioteca Ostinata (Via Osti, 6 – 20122 Milano)
Il volume analizza l’intera produzione pasoliniana sotto la lente dell’ossimoro: Pasolini fu marxista ma inseguiva in un suo modo originalissimo la Fede, adorava la tradizione (Dante, Pascoli ) ma praticava uno sperimentalismo linguistico rivoluzionario , era poeta sublime (Le ceneri di Gramsci ) ma anche regista “sacrale e mistico” (Il Vangelo secondo Matteo ) e giornalista spietato (Scritti Corsari ). Donato Di Poce smonta con passione critica “l’errore e la cattiveria” degli esegeti che scambiarono questa “molteplicità espressiva” per doppiezza , dimostrando come Pasolini usasse gli opposti come unica via per cercare la verità.
Il saggio è un viaggio completo nella “galassia di CreAttività” pasoliniana, suddiviso in sezioni tematiche che non tralasciano alcun aspetto: dalla poesia dialettale (La meglio gioventù ) alla narrativa delle borgate (Ragazzi di vita ), dalla fondazione della rivista Officina all’analisi del “Cinema di poesia” e del “Teatro di Parola” , fino all’opera-testamento Petrolio, definito dall’autore il “Poema delle stragi”.
“Non abbiamo ancora fatto i conti con P.P. Pasolini”, scrive Donato Di Poce nell’introduzione. “Abbiamo fatto scempio dei suoi tre corpi: quello fisico, quello mentale e quello poetico. Tre corpi controcorrente che davano fastidio perché troppo autonomi e troppo liberi”.
P.P.Pasolini: l’ossimoro vivente , arricchito dai disegni di Max Marra, è un atto di giustizia critica. Un testo necessario per capire perché, a 50 anni di distanza, la “disperata vitalità” di Pasolini sia ancora l’antidoto più forte contro l’omologazione culturale del presente.

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