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Tallinn, affresco medioevale sul Baltico.
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8 mesi fail

Fuori dal tempo (e dal caldo!) nella capitale dell’Estonia, il Paese più digitalizzato d’Europa.
L’estate, un tempo, era definita la “bella stagione” e la si attendeva tutto l’anno. Le giornate lunghe permettevano di godersi la via all’aria aperta anche dopo il lavoro e gli impegni quotidiani, ma da qualche anno non è più così.
Temperature altissime insieme a tassi di umidità elevati per intere settimane senza tregue, nemmeno notturne, costringono tutti a stare sempre rinchiusi ovunque ci sia aria condizionata.
“R…estate al fresco” è ormai un obbligo più che un consiglio: le campagne sono infuocate e visitare le città d’arte è quasi una “missione impossibile”. L’estate, violenta e asfissiante, si accompagna, tra l’altro, a continue notizie di incendi drammatici e spiagge inaccessibili: lidi privati dai costi “discutibili” rispetto alla qualità dei servizi offerti e spiagge “libere” totalmente occupate, senza alcuna regola.
Il relax diventa miraggio certo, più che se fossimo in qualsiasi deserto, e lo stress, bagaglio ingombrante impossibile da trasportare. Vacanze balneari? No, “baltiche”! Una scelta alternativa che ricorda quasi uno spot pubblicitario vacanziero d’altri tempi e che ha invece ha come meta la capitale di un paese che rappresenta quasi un paradosso temporale. Quattro ore di volo circa e pochi giorni di ferie bastano per raggiungere Tallinn, città sul Baltico, capitale dell’Estonia e vivere un’esperienza di viaggio davvero particolare.
Un esercito infinito di abeti e betulle proteggono la città fino quasi alle rive del Baltico, in un accordo di colori freddi, dal verde brillante al blu profondo. Tallinn è di una bellezza senza tempo, quasi come fosse sotto l’effetto di un incantesimo. La Città Vecchia è esteticamente “ferma” al Medioevo, non compromessa dai tempi moderni che, invece, hanno plasmato l’identità del Paese di cui è capitale, nel modo migliore possibile.

Per ridurre la distanza economica e sociale rispetto agli altri paesi dell’Europa, la giovane Repubblica Estone, completamente indipendente dall’influenza sovietica solo dal 1991, ha attuato una politica di sviluppo intelligente, puntando tutto sulla tecnologia. Un programma di rivoluzione digitale è partito dagli anni ’90 con l’introduzione della carta di identità digitale per tutti, con la dotazione di computer in ogni classe scolastica e una formazione gratuita di informatica alla popolazione adulta.
L’“E-stonia”non è più un solo un progetto di sviluppo: oggi, questo Paese è una realtà completamente digitale, in cui quasi la totalità dei servizi pubblici è accessibile on-line; la burocrazia è semplificata, compresi il sistema sanitario e quello bancario, e persino votare è possibile senza muoversi da casa! Un’efficienza invisibile che non altera per niente il fascino del centro storico della sua capitale, raccolto e armonioso, che si vive a piedi, calpestando le stradine lastricate, per scoprirne gli angoli più suggestivi.

Alte mura difensive corrono lungo il perimetro, interrotte dalle porte, luoghi di accesso alla città: proteggono le facciate color pastello dei vari edifici, (dal Castello di Troompea alla Dimora del Kadriorg) tenendo lontano quel grigiore invadente e nemico, proprio di quel passato di cui non ci si dimentica, ma che non si vuole più ricordare.

Non ci sono fossati colmi d’acqua, né mitologiche bestie anfibie a guardia; i draghi invece sono rimasti, ma solo per “sputare” via, anziché lingue di fuoco, l’eccesso di pioggia dal tetto del Vecchio Municipio, risalente al 1248, al cui interno, oltre alle Sale di Rappresentanza, è ospitata anche una delle Farmacie più antiche d’Europa.
Si sa che, a quel tempo, il confine tra scienza e magia era assai sottile e un rimedio medicale efficace appariva di certo quasi come una pozione magica. Forse solo ad un mago esperto sarebbe riuscito un trucco tale da creare il profilo della città, così speciale come quello di Tallinn: quando la luce dorata di un tramonto estivo intiepidisce il rosso mattone dei tetti, interrotto solo dalle tante torri, campanili, guglie, cupole , che, seppur di dimensioni, di forma, altezza diverse, tutte puntano verso l’alto, ambiziose come l’Estonia stessa.

Oltrepassare i Torrioni di Porta Viru a passo lento, respirando aria pulita, inoltrandosi tra i cortili più discreti, sulle tracce lasciate in città da invasori stranieri, antichi mercanti, nomi di fantasia abbinati ad alcune delle diverse torri, che ancora fanno da sentinella alla città.

Percorrere la “via dei Mercanti Russi”, attraversare “il Cortile dei Maestri”, ammirare le facciate della “Casa delle Teste Nere” e quella di “St. Olaf” (simbolo delle corporazioni di mercanti e artigiani) salutare dal basso la figura del “Vecchio Tommaso” entrando ora nei negozi, ora nei caffè, ora nelle chiese che custodiscono per gli abitanti, in maniera diversa, fede, arte e memoria del passato, spesso orgoglio, talvolta rancore (la non amata, ma comunque spettacolare Cattedrale Ortodossa Nievsky).

È l’ambivalenza del ricordo. Come il frammento della “Danza Macabra” di Bernt Nokte custodito nella Basilica di S. Nicola, una porzione di pala d’altare in cui uomini e donne danzano con alcuni scheletri, recando un messaggio universale, tetro solo in apparenza: tenere sempre a mente la temporaneità dell’essere umano è una potente esortazione a vivere a pieno. Sta a noi scegliere.
Così come quando per risalire la collina di Troompea, il nucleo originario della città, sorto su una rupe calcarea, si può scegliere il passaggio a “Gamba Lunga” più suggestivo e lento, oppure quello con scale ripide, detto a “Gamba Corta” più impegnativo, ma più rapido. Il salto temporale nel passato non può di certo dirsi completo, se non ci si ferma in una delle locande che offrono un’esperienza conviviale e gastronomica in pieno stile medioevale, dal menù alle stoviglie, dagli arredi al personale in costume fino all’illuminazione esclusivamente a candela.

Attenzione: il rischio dell’effetto “outlet” ( del “costruito” e “artefatto”) è dietro l’angolo, così come quello di cadere in una “trappola per turisti”, se chi si reca a Tallinn non lo fa con la consapevolezza che, varcando le porte del centro storico, passeggiando tra le stradine e sulle mura, acconsente volontariamente a sottoporsi ad un sortilegio (di breve, brevissima durata) che però darà il vantaggio di vivere fuori dal tempo, per qualche ora, potendo scegliere il ruolo, tra gli altri, di dama o cavaliere, ricamatrice o locandiere.


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