Cronaca
Esplosione al deposito Eni di Calenzano: due morti, numerosi feriti e danni ingenti
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Esplosione Devastante a Calenzano: due morti, tre dispersi e molti feriti in un incidente al deposito eni
Una violenta esplosione ha scosso Calenzano, piccolo comune della provincia di Firenze, dove si trova un importante deposito Eni di carburanti. L’incidente, che ha avuto luogo nelle prime ore della giornata, ha causato la morte di almeno due persone, mentre altre tre risultano disperse. Un bilancio che potrebbe ancora aggravarsi, dato il numero elevato di feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi.
L’esplosione, avvertita chiaramente a chilometri di distanza, ha devastato l’area circostante, distruggendo parzialmente l’infrastruttura e causando danni ingenti. Le fiamme, alimentate dalla combustione di idrocarburi, hanno avvolto l’intera zona, danneggiando anche un edificio adiacente che ospitava il centro direzionale dello stabilimento. La colonna di fumo nero che si è levata nel cielo ha contribuito a creare una scena surreale, che ha lasciato i testimoni sotto shock. “Sembrava di essere in guerra”, ha raccontato uno dei presenti.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe stato provocato da una fuga di benzina o dalla fuoriuscita di vapori all’interno del deposito, che ha innescato la deflagrazione. Le vittime erano tutti autotrasportatori che si trovavano nello stabilimento per fare rifornimento con le loro autobotti. Tra le vittime identificate c’è Vincenzo Martinelli, un autista di Prato, mentre per la seconda vittima si attende l’esame del DNA.
Nel frattempo, la procura di Prato ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause dell’esplosione e appurare eventuali responsabilità. I testimoni che erano sul posto sono stati ascoltati dalle forze dell’ordine, mentre i vigili del fuoco, che sono intervenuti prontamente, hanno continuato a lavorare per domare le fiamme e recuperare i corpi delle vittime.
Disagi e paura per la popolazione
L’incidente ha messo in allerta non solo i residenti di Calenzano, ma anche gli abitanti dei comuni limitrofi, a causa dei rischi legati alla dispersione di fumi tossici e alla possibilità di ulteriori esplosioni. Il dipartimento della Protezione civile ha attivato un allarme per un raggio di cinque chilometri, chiedendo alla popolazione di mantenere le finestre chiuse e di non avvicinarsi alla zona. A causa del forte odore acre di idrocarburi, sono state distribuite mascherine ai cittadini. Inoltre, l’area circostante è stata isolata: la circolazione sull’autostrada A1 è stata sospesa in entrambe le direzioni, così come il traffico ferroviario su alcune linee.
Alcuni testimoni raccontano di aver vissuto momenti di paura estrema. “L’esplosione è stata così forte che ci ha sbalzato via dai nostri posti”, ha raccontato uno degli operai, mentre un altro ha descritto come il suo furgone si sia sollevato di due metri da terra a causa del boato.
Il cordoglio delle istituzioni
L’incidente ha suscitato un’ondata di commozione in tutta Italia. Le istituzioni hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio, così come la presidente della Commissione Europea Roberta Metsola e la premier Giorgia Meloni. “Siamo vicini alle famiglie colpite da questa tragedia e agli operatori che hanno rischiato la vita per soccorrere i feriti”, ha dichiarato la Meloni.
L’incidente di Calenzano si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza sul lavoro, con l’anno 2024 che si sta rivelando particolarmente drammatico sotto questo punto di vista. Il bilancio delle cosiddette “morti bianche” è infatti in continua crescita, portando a nuove riflessioni sulla necessità di implementare misure più rigorose per garantire la sicurezza degli operatori in ambienti ad alto rischio.
La vicenda di Calenzano, con la sua drammaticità, apre interrogativi sulle cause di questa terribile esplosione e sulla necessità di una maggiore vigilanza nei siti industriali, in particolare quelli che trattano materiali pericolosi.
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