Cronaca
Evasione fiscale nel casertano: scatta sequestro preventivo
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3 anni fail

Evasione fiscale nel casertano: scatta il sequestro preventivo per equivalente di oltre un milione di euro. La società avrebbe evaso le imposte dirette
Evasione fiscale nel casertano. L’undici ottobre scorso, la Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente su richiesta della Procura di Santa Maria C.V. . Ad emettere il provvedimento il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il sequestro fino al valore pari al profitto illecito derivante dall’evasione delle imposte dirette relative agli anni d’imposta 2018 e 2019 per un valore di 1.126.596,00 euro, in relazione ad una società a responsabilità limitata operante nel settore del trasporto di merci su strada, con sede nella provincia di Caserta, nonché delle liquidità e dei beni nella titolarità e disponibilità del rappresentante legale della stessa. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere
Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, sotto la direzione ed il coordinamento dei magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere (II Sezione di indagini, specializzata nella materia della c.d. criminalità economica), costituiscono l’epilogo di un’attività di controllo fiscale, eseguita nell’anno 2022 nei confronti della società. Tale controllo ha consentito di rilevare la predisposizione di attività progettuali di ricerca e sviluppo, unicamente al fine di iscrivere nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta 2018 e 2019, crediti d’imposta riconosciuti quale ristoro dei costi sostenuti dall’impresa per le attività di ricerca e sviluppo in realtà risultati fittizi, per poi utilizzarli successivamente, tramite la presentazione telematica di diversi modelli F24, in compensazione delle imposte dovute dalla società.
In particolare, le attività di controllo hanno permesso di accertare come la “S.r.l” nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette abbia indicato, per l’anno 2018, un credito d’imposta pari ad 482.320,00 euro e, per l’anno 2019, un credito d’imposta pari ad 644. 276, 00 euro, entrambi risultati inesistenti.
Conseguentemente il legale rappresentante è incorso, con tali condotte, nella violazione della fattispecie delittuosa di “indebita compensazione” previste e punite rispettivamente dagli artt. 10 quater comma 2 del D. lgs. n. 74/2000.
Gli esiti della presente attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in stretta sinergia con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, per la repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale che altera anche le dinamiche di mercato e la corretta e leale concorrenza tra le imprese.

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