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Voglia di Volare, sei storie di donne di Antonella Spinoza

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Voglia di Volare

Sei storie di donne, sei mondi interiori differenti ma legati tra loro da un’amicizia profonda e intensa.

Voglia di volare è una storia corale, tutta al femminile. Sei donne, sei storie diverse intrecciate da un profondo legame di amicizia. Ogni protagonista caratterizzata da una scelta di vita: c’è il tradimento, la fedeltà più assoluta, l’innamoramento, i legami famigliari, la violenza domestica, il ritrovamento della propria identità e dei propri sogni, l’affrontare e superare i propri limiti.

Un romanzo coinvolgente e toccante che riuscirà a trasportare le lettrici (ma anche i lettori) in tanti mondi interiori differenti offrendo interessanti spunti di riflessione.

In Voglia di volare Antonella Spinosa indaga anche il rapporto di coppia attraverso il punto di vista femminile. Un punto di vista complesso, che mostra quanto una donna sia capace di trasformarsi (nel cuore, nell’anima e nei desideri) pur di mantenere il proprio sogno di amore.

Ciò che sembra una mancanza, ossia l’assenza di un protagonista maschile importante, è in realtà un punto di forza. Gli uomini ci sono nella veste di amici, ex fidanzati, attuali compagni e mariti, figli, futuri amori, ognuno con le proprie peculiarità, ma la loro presenza sembra essere funzionale ad un solo scopo: spingere le protagoniste verso una scelta importante di cambiamento o di non cambiamento.

L’uomo ideale è più un anelito, un sogno. Il vero amore aleggia e se sembra concretizzarsi lo è sempre
perché la donna scende a patti con i propri sogni.

Una narrazione, quindi, profondamente femminile, intima, capace di svelare la vera natura della donna, sempre diversa ma anche sempre intensa e ricca di sfumature.

L’autrice

Antonella Spinosa nasce a Napoli il 1977. Inizia a scrivere le prime poesie durante l’adolescenza raccogliendole in un diario. A ventidue anni scrive il suo primo racconto autobiografico, mai pubblicato, che conserva in un cassetto.

Impegnata con il lavoro, accantona la passione per la scrittura per un lungo periodo ma circa quattro anni fa inizia nuovamente a scrivere poesie e piccoli racconti. Partecipa a una selezione di opere inedite della Aletti Editore e la supera con la pubblicazione di una poesia in un’antologia, da allora non si ferma più: scrive romanzi, piccoli racconti e poesie.

Il suo hobby preferito è scrivere e leggere. Adora leggere libri d’amore, thriller psicologici e anche il genere fantasy che non manca tra i preferiti. Nei suoi romanzi oltre a predominare il valore del vero e intenso amore, c’è quello dell’amicizia che occupa un ruolo importante anche nella vita dell’autrice.

“Ogni volta che scrivo” dice Antonella Spinosa “intraprendo un viaggio arricchendo la mia anima di
emozioni. Al termine di ogni viaggio cresco spiritualmente e mentalmente. I personaggi che invento
man mano e i luoghi che descrivo sembra di conoscerli dal vero”
.

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Il 21 Ottobre del 1921 moriva Jack Kerouac.

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A cinquantun’anni dalla morte di Jack Kerouac, il papà della generazione raminga “On the Road”

Quelli della Beat, Kerouac e Ginsberg su tutti, nonostante lo sfracello verso cui era proiettata la loro generazione, continuavano a mantenere una certa fiducia nel mondo.

Percorrere l’America a bordo della follia, dell’alcol e della droga, urlare la propria rabbia, non era una mera protesta o un semplice modo di estraniarsi dal mondo, di schivarlo, ma un modo testardo di viverlo.

Per Kerouac, ad esempio più che un viaggio sembra un estremo tentativo disperatissimo di abbracciare il mondo, sicuramente anche contraddittorio ma allo stesso stretto in un pugno di speranze ammaccate.

Lo stesso termine beat, che colloquialmente può significare “triste, abbattuto”, riferendosi alla comunità afroamericana e alle sconfitte sociali cui fu costretta a patire, viene percosso, trafugato, riempito eccitanti e così rinnovato da Kerouac:

Beat diventa sinonimo di ottimista, beato.

Siamo nell’America dei sogni, quella uscita vincitrice dalla Seconda Guerra Mondiale, quella che, agli occhi dell’opinione pubblica, era l’emblema della vittoria della Democrazia sul Totalitarismo, quella che aveva lottato e vinto contro la Grande Depressione.

Vincere era sinonimo di Stati Uniti.

I successi statunitensi in ogni settore esplosero in un’improvvisa epidemia di fiducia:

dal 1945 in poi ci fu un massiccio afflusso di persone dalle periferie alle grandi città che diede vita a nuovi quartieri nei quali andò consolidandosi, con i loro appartamenti monofamiliari, semplici ed economici, quella che fudefinita la middle class, il nuovo esercito americano: i consumatori.

Questi, ben presto riempirono le proprie case di tutte quelle comodità rese irrinunciabili dalla televisione, nuovo potente mezzo di comunicazione che definì non solo l’intrattenimento familiare di nuova generazione ma soprattutto il nuovo modello di vita;

e come se tutto ciò non fosse bastato, il 1940 dava alla luce la prima catena di fast-food, a opera dei due fratelli californiani Dick e Maurice McDonald, che offriva un pasto energetico, veloce ed economico ai lavoratori proiettati verso il nuovo millennio.

«Il cittadino americano della classe media o della borghesia ricca è un aggregato di negativi. Lo caratterizza in vasta misura ciò che non è», scriveva William Burroughs in La scimmia sulla schiena.

Era l’affermazione del nuovo sistema di vita, travolge e sbrana quelle premesse-promesse tanto sognanti e rassicuranti della democrazia americana.

Per questo, il viaggio on the Road di Kerouac diventa il vero e proprio manifesto dell’etica rovesciata, l’ostilità a un certo stile di vita, la lotta al Dio-denaro: è un nomadismo continuo, attraverso l’America, bruciando la vita consumata dall’alcol, dalla droga e smaterializzata dalla meditazione Zen.

Non è che Kerouac sia un anarchico, perché essere un anarchico significa già credere in un movimento; non è che sia antimilitarista, perché per essere un antimilitarista bisogna credere nella guerra o nella pace. Non si dimentichi che mentre tutto il mondo si affannava a prendere posizione pro o contro la bomba atomica Ginsberg pronunciò alla radio la famosa frase: Andate a farvi f…ere, voi e la vostra bomba atomica; e Keroauc era certamente d’accordo.

Fernanda Pivano, postfazione, in Kerouac, I sotterranei, Mondadori, Milano, 1985, p. 145

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“La piazza come luogo di legami” Evento conclusivo progetto TU/TTO

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Foto Nota Stampa

Riqualificata la piazzetta in via B. Martirano. Progettazione, street art, musica e laboratori  per trasformare la spazio in un “luogo di legami”

Si terrà sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 17 in via Bernardino Martirano (San Giovanni a Teduccio), l’evento conclusivo di TU/TTO – Testi Teatro Opere, progetto di rigenerazione urbana a cura delle associazioni Gioco Immagine e Parole e  COLLA/Collaborative in learning and action dal titolo La piazza come luogo di legami, realizzato in collaborazione con IC Statale 47° Sarria- Monti Napoli, Cultural Hub Art33, l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo (IRISS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e i Dipartimenti di Studi Umanistici e di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il patrocinio del Comune di Napoli e della VI Municipalità. 

La manifestazione sarà l’occasione per presentare alla cittadinanza, al Sindaco Luigi de Magistris e alle istituzioni presenti gli output del progetto, che ha inteso mettere in relazione la comunità di San Giovanni con lo spazio urbano che abita quotidianamente,riprogettando la piazza e trasformandola in un “luogo di legami” attraverso l’arte.

L’evento inizierà alle 17 con i saluti istituzionali di Luigi de Magistris, Sindaco della Città di Napoli, Salvatore Boggia, Presidente della VI Municipalità, Carmine Piscopo, Assessore all’Urbanistica e ai Beni Comuni del Comune di Napoli, Luigi Felaco, Assessore alla Creatività urbana del Comune di Napoli, Teresa Sasso, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Sarria Monti e Massimo Clemente, Direttore CNR IRISS. Il progetto TU/TTO sarà presentato da Eleonora Giovene di Girasole, CNR IRISS, Mariarosaria Teatro, Associazione Gioco Immagine e Parole, Matteo Nativo, Colla – Collaborative in learning and action, Giuliano Poli, DIARC Federico II e Mariano Bauduin, Direttore artistico della Residenza. Alle 19 il dibattito pubblico sul tema “La piazza luogo di legami” con Fortuna Procentese, DSU Federico II, Nino Daniele, Associazione “Scuola dei legami”, Giuseppe Ferraro, Associazione “Filosofia fuori le mura”, Maria Cerreta, DIARC Federico II, Caterina Arcidiacono, DSU Federico II, i bambini e le mamme protagonisti dei laboratori e la partecipazione di Domenico Ciruzzi, Fondazione Premio Napoli. 

Il lavoro delle associazioni e degli enti coinvolti, partito a febbraio 2020, si è articolato in quattro diverse attività, che alle competenze degli esperti hanno unito le esigenze della cittadinanza in processi di co-progettazione, autocostruzione, laboratori e interventi artistici. Dalla prima fase di interazione – coordinata da docenti e ricercatori afferenti all’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRISS CNR), al Dipartimento di Studi Umanistici (DSU), al Dipartimento di Architettura (DiARC) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme agli operatori dell’associazione Gioco Immagine e Parole – sono emerse le esigenze dei cittadini, in prevalenza bambini e genitori residenti nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, che utilizzano e si incontrano nello spazio antistante l’Istituto scolastico IC Sarria Monti ed il centro ART33. Interrogati sui possibili usi della piazza, gli studenti e le mamme hanno espresso il desiderio di avere a disposizione sedute, spazi per giocare, aiuole curate, un palco multifunzionale. Sulla base di sogni e bisogni emersi, il team di Colla ha concepito elementi modulari in ferro ed in legno, combinabili in vari modi per presentarsi in diverse configurazioni e realizzare eventi all’aperto.   

Tra gli interventi artistici previsti nel progetto TU/TTO anche un’operazione di street art, a cura di Fabio De Angelis (Hurto) e Francesco Tammaro (Zhole), entrambi street artist di San Giovanni; il murales, realizzato sulla facciata del Cultural Hub Art33, raffigura una sirena, sul fondo il Vesuvio e il mare che, come il fuoco e l’acqua, rappresentano gli elementi vitali della città.  

A completare il programma delle attività, unaResidenza artistica ospitata negli spazi del Cultural Hub Art 33 e diretta dal regista e compositore Mariano Bauduin. Rivolta a giovani artisti di cui 3 attori, 1 autore e 2 musicisti – seguiti dal coach tecnico Daniele De Stefano – la residenza ha prodotto un cortometraggio, realizzato in collaborazione conLunia Film, su San Giovanni a Teduccio.  

A concludere la giornata, a partire dalle ore 21.30, il concerto gratuito del gruppo musicale “Alle volte band…ritornano”. 

L’ingresso in piazza – durante tutte le fasi dell’evento – sarà consentito sino ad esaurimento dei posti disponibili, posizionati in osservanza della normativa anti-Covid. Per partecipare è necessaria la prenotazione ai numeri +39 338 237 6132 o +39 334 951 4031. TU/TTO, vincitore del bando “Creative Living Lab – II Edizione”, è promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT). 

Programma completo 

17:00 Saluti 
Luigi de Magistris, Sindaco della Città di Napoli 
Salvatore Boggia, Presidente della VI Municipalità 
Carmine Piscopo, Assessore all’Urbanistica e ai Beni Comuni del Comune di Napoli – Università Federico II 
Luigi Felaco, Assessore alla Creatività urbana del Comune di Napol 
Teresa Sasso, Dirigente Istituto Comprensivo Sarria Monti 
Massimo Clemente, Direttore Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo, CNR 

18:00 Presentazione del progetto TU/TTO 

modera Eleonora Giovene di Girasole, CNR IRISS 

intervengono 

Mariarosaria Teatro, Associazione Gioco Immagine e Parole 
Matteo Nativo, Colla – Collaborative in learning and action 
Giuliano Poli, Dipartimento di Architettura Università Federico II 
Mariano Bauduin, Direttore artistico della Residenza
con la partecipazione di Domenico Ciruzzi, Presidente Fondazione Premio Napoli 

19:00 Dibattito pubblico “La piazza come luogo di legami” 

modera Fortuna Procentese, Dipartimento di Studi Umanistici Università Federico II 

si confrontano  

Nino Daniele, Associazione “Scuola dei legami” 
Giuseppe Ferraro, Associazione “Filosofia fuori le mura” 
Maria Cerreta, Dipartimento di Architettura Università Federico II 
Caterina Arcidiacono, Dipartimento di Studi Umanistici Università Federico II 

con i bambini e mamme protagonisti dei laboratori 

21:30 Concerto di “Alle volte band…ritornano” con Carmela Di Costanzo (voce), Lello La Torre (batteria), Salvatore Russo (tastiera), Paolo La Torre (percussioni), Alfredo Venosa (basso), Simone Picella (chitarra) 

Nota Stampa Gioco Immagine e Parole e  COLLA/Collaborative 

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La rassegna #Pozzuoliècasamia volge al termine

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Nuova Compagnia di Canto Popolare
Foto da napolivillage.com

Sabato il concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare

Sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare a chiudere la sessione “spettacoli” della rassegna “#Pozzuoliècasamia”, organizzata dall’amministrazione comunale per l’estate puteolana. Il concerto dello storico gruppo napoletano, nato per diffondere i valori e i suoni della tradizione popolare campana, è in programma alle ore 21 di sabato 12 settembre nel Largo Sedile di Porto del Rione Terra (accesso solo con prenotazione al link https://arenaputeolana.18tickets.it/).

La Nuova Compagnia di Canto Popolare proporrà tra l’altro brani dell’ultimo cd “Napoli 1534. Tra moresche e villanelle”, con il quale ha di recente vinto la prestigiosa Targa Tenco per il miglior album in dialetto 2020.

Per la conclusione della rassegna resteranno poi in cartellone il film “Aspromonte”, il corto “Le mosche” e la pellicola “La Dea Fortuna”, previsti rispettivamente il 13, il 14 e il 15 settembre.

A completare il programma ci saranno anche due appuntamenti letterari con la presentazione dei libri “Pozzuoli 1970-2020. A cinquant’anni dallo sgombero del Rione Terra”, curato da Maurizio Erto (domani alle ore 18), e “#ProcidaNonDeveMorire” di Ciro Bruno Linardo (domenica 13 settembre, ore 18).

Nota Stampa Comune di Pozzuoli

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