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Asmel, Sostituire il Codice Appalti con norme europee almeno per gare sopra soglia

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Pinto (Asmel): «Sostituire le regole dell’attuale Codice con quelle delle direttive europee, scritte in linguaggio fluente e chiarissimo, ci sembra la proposta più sensata»

«Chiarezza sulle gare sopra soglia: stop al Codice e applicazione diretta delle Direttive europee». È questa la principale proposta di emendamenti al Decreto Semplificazione depositata presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato da ASMEL, l’Associazione con più di 3.300 Comuni Soci in tutt’Italia. Attualmente il testo emanato dal Governo lo scorso 16 luglio è al vaglio delle Commissioni parlamentari per poi essere convertito in legge entro la metà di settembre.

Una proposta forte che raccoglie le istanze provenienti dai Comuni, dando così spazio e voce al territorio, alle esigenze della vita amministrativa reale declinate dal gruppo di esperti dell’Osservatorio sulla Semplificazione Amministrativa, promosso da Asmel e coordinato da Donato Carlea, già Presidente del Consiglio superiore del Lavori Pubblici.

I Comuni chiedono, in sintesi, una effettiva semplificazione e lamentano che il testo licenziato dal Governo proceda con eccessive puntualizzazioni e con scarsa chiarezza espositiva. L’unico modo per snellire i procedimenti con un chiaro vantaggio anche in termini di celerità e trasparenza è quello di applicare norme chiare di portata generale.

«Non si possono non condividere gli obiettivi del decreto semplificazione – sostiene Francesco Pinto, segretario generale ASMEL – ma bisogna prendere atto, nel contempo, che in molti punti esso sembra produrre solo ulteriori complicazioni, con il rischio di contenziosi e di allungamento dei tempi». Ma c’è una possibile soluzione semplice, a portata di mano e di ampio respiro: «Sostituire le regole dell’attuale complicatissimo Codice con quelle delle direttive europee, scritte in linguaggio fluente e chiarissimo, anzi già tradotte in inglese, ci sembra la proposta più sensata» conclude Pinto. Anche per iniziare a pensare davvero in una dimensione eurounitaria.

Per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, ASMEL ha proposto emendamenti per rendere più semplici e chiare le norme introdotte dal Decreto semplificazione. Ad esempio, il Decreto alza la soglia per affidare l’appalto direttamente e senza gara dagli attuali 40mila a 150 mila euro. Ma lo fa con termine imperativo che sembra non lasciare spazi decisionali ai responsabili della procedura. Per cui ASMEL ha proposto di precisare che si tratta di facoltà e non di obbligo. D’altra parte non è necessariamente questa la strada per ridurre i tempi per la realizzazione delle opere.

Analizzando le informazioni della banca dati con le 5000 gare già espletate dalla Centrale di committenza promossa dall’Associazione, i tempi per la procedura di affidamento si misurano in giorni, con una media di 90. Invece i tempi medi di un appalto si misurano in anni perché i rallentamenti si concentrano a monte e a valle dell’affidamento.

Infatti, prima della gara c’è l’attività di programmazione, ricerca fondi, progettazione, iter autorizzativo, definizione delle specifiche per disciplinare e capitalo di gara. Dopo l’aggiudicazione, segue la stipula del contratto, la realizzazione e il collaudo. Ne deriva una tempistica che, secondo i dati dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, va da un minimo di un anno e mezzo fino agli otto anni in funzione della complessità dell’opera.

Per cui è illusorio pensare di ridurre i tempi di appalto intervenendo solo sulle procedure di gara che oggi, grazie alla digitalizzazione e alle Centrali di committenza, hanno già raggiunto tempi non più facilmente comprimili.

Secondo il presidente dell’OSA Donato Carlea «Va assolutamente combattuto l’eccesso di burocrazia, che diventa pessima burocrazia danneggiando tempi e qualità delle procedure di gara. Ne è esempio il Collegio Tecnico Consultivo istituito dal decreto Semplificazioni, che comporta l’ennesimo aumento della burocrazia. Piuttosto l’efficienza dell’intera procedura d’appalto va costruita attraverso la centralità della progettazione e la responsabilità piena dei progettisti senza inutili sovrastrutture deresponsabilizzanti».

Di seguito il testo degli emendamenti richiamati nel comunicato

  1. All’articolo 2, i commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, sono soppressi e sono sostituiti da «si applicano direttamente le disposizioni contenute nelle Direttive 2014/23/Ue, 2014/24/UE, 2014/25/UE qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021. Per ogni procedura di appalto è nominato un responsabile unico del procedimento che, con propria determinazione adeguatamente motivata, valida ed approva ciascuna fase progettuale o di esecuzione del contratto, anche in corso d’opera.».

Motivazione

La norma, così come scritta, suscita problemi interpretativi e produce una burocratizzazione delle procedure che non risponde ai principi di efficienza e celerità propri delle Direttive europee. La soluzione proposta, integrata esclusivamente con le disposizioni di cui all’art.3 del decreto legge 16 luglio 2020, n.76, produce con effetto immediato l’adozione nell’ordinamento nazionale delle prescrizioni europee valide per la disciplina degli appalti sopra soglia UE. 

  1. L’articolo 6 del decreto legge 16 luglio 2020, n.76 è sostituito dal seguente “Fino al 31 luglio 2021 l’attività di verifica e validazione di cui all’art.26 del Decreto Legislativo 19 aprile 2016, n.50 e s.m. e i. è autocertificata dal progettista o dai progettisti firmatari della progettazione esecutiva”.

Motivazione

Il Collegio Tecnico Consultivo. È più giusto chiedere al progettista o al gruppo dei progettisti di assumersi tutte le responsabilità di quello che hanno progettato; ciascuno per quanto di propria competenza. In questa fase emergenziale è necessario escludere la verifica e la validazione in capo al RUP, per poi procedere ad una disciplina a regime che risponda alla medesima logica. La validazione deve essere in capo al progettista che se ne assume tutte le responsabilità.

Nota stampa ASMEL

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Aggredirono un 24enne in riva destra del porto ad Ischia: identificati

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riva destra porto ischia
Foto: google.it/maps - Riva destra Porto Ischia

Si tratta di un 33enne di Napoli già noto alle forze dell’ordine e di un incensurato 23enne di Ischia, che per futili motivi aggredirono un 24enne il 4 agosto scorso

I Carabinieri della Stazione di Ischia hanno denunciato per lesioni personali aggravate un 33enne di Napoli già noto alle forze dell’ordine ed un 23enne di Ischia incensurato.

I due – nella prima mattinata dello scorso 4 agosto – hanno aggredito un 24enne sulla Riva Destra del Porto, zona famosa perché è una delle aree di movida più note dell’Isola. Le indagini per idendificare i responsabili dell’aggressione sono partite nell’immediatezza.

I militari dell’Arma, infatti, attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza ed attraverso l’escussione dei testimoni, hanno individuato i due aggressori.

Ricostruita anche la dinamica dell’aggressione. I due, per futili motivi, scagliandosi violentemente contro la vittima, la hanno colpita ripetutamente con calci e pugni. Il malcapitato è rovinato a terra e i due aggressori hanno continuato ad infierire.

Solo l’intervento di alcuni cittadini e dei Carabinieri giunti sul posto è riuscito ad evitare il peggio. La vittima se la caverà con 7 giorni di prognosi.

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Torre Annunziata: arrestato un uomo e chiuso ingrosso ittico

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Pistola e munizioni sequestrate a Torre Annunziata

Arrestato un 27enne di Torre Annunziata per detenzione di armi, munizioni clandestine e ricettazione. Chiuso un ingrosso di prodotti ittici con gravi carenze sanitarie

Proseguono incessantemente i controlli dei carabinieri nelle aree a maggior rischio del centro storico oplontino.

Le operazioni dei militari dell’arma si sono focalizzate nella zona sud, tra il rione Murattiano e Torre Centrale.

I Carabinieri della Stazione di Torre Annunziata hanno effettuato perquisizioni in via Cuparella. Ed è proprio lì che G. A., 27enne già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per detenzione abusiva di armi, munizioni clandestine e ricettazione.

I Carabinieri hanno trovato nella parete della sua abitazione un incavo nascosto tra i mattoni. Dentro c’era una pistola Beretta 92, in perfetta efficienza, trovata con il colpo in canna e 14 cartucce nel serbatoio.

Altre 12 cartucce erano state accantonate nello stesso involucro di plastica con il quale era stata avvolta l’arma. L’uomo è stato tradotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

Poco distante, in via Roma, i Carabinieri del N.A.S. di Napoli hanno controllato una rivendita all’ingrosso di prodotti ittici freschi, risultata mancante dei minimi requisiti igienico sanitari e strutturali.

Durante il sopralluogo, i militari hanno constatato che non c’era nemmeno l’allaccio alla rete idrica pubblica per l’approvvigionamento dell’acqua potabile, per il funzionamento dei servizi igienici e la pulizia degli ambienti.

Le diverse violazioni alla normativa comunitaria hanno determinato la chiusura dell’impianto, di valore pari a circa 100 mila euro.

I controlli dei militari, supportati dalle componenti specialistiche dell’Arma, verranno ulteriormente intensificati nel periodo a cavallo del ferragosto.

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Lavoro nero, cade da impalcatura: simulano incidente stradale

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Carabinieri in Cantiere
Foto di Archivio

L’imprenditore, con la complicità di uno zio medico e di un altra persona, ha inscenato un finto incidente stradale per nascondere l’infortunio sul lavoro

I Carabinieri di Somma Vesuviana hanno denunciato per simulazione di reato e lesioni colpose un 40enne imprenditore edile, un 47enne e un 68enne medico. I 3 sono tutti di Marigliano ed erano incensurati.

L’imprenditore – il 6 agosto scorso – ha inscenato un incidente stradale con la complicità del suo zio medico.

Il 40enne, in particolare, dopo aver trasportato un operaio 60enne di Brusciano all’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola ha dichiarato di aver investito il malcapitato con la propria auto nel comune di Somma Vesuviana.

Contava, tra l’altro, sull’iniziale complicità della vittima che è tutt’ora ricoverata in prognosi riservata all’Ospedale del Mare di Napoli per i gravi traumi riportati.

Ad avvalorare e rinforzare questa tesi anche il 47enne parente dell’imprenditore che, ascoltato dai militari, riferì di aver assistito all’incidente.

La situazione è apparsa poco chiara ai Carabinieri che – dopo i primi accertamenti – hanno ricostruito la reale dinamica del fatto.

L’operaio, infatti, era caduto da un’impalcatura mentre lavorava a “nero” presso il cantiere gestito dalla ditta edile dello stesso imprenditore.

I tre sono stati denunciati mentre il cantiere dove l’operaio è caduto (nel comune di Marigliano) è stato sequestrato.

Nota stampa Comando Provinciale Napoli

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