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20-Jul-2017 Aggiornato alle 9:47 +0200

In viaggio nel mondo di Eiichiro Oda con Sommobuta

Angelo Cavallaro è un ragazzo di 33 anni di Napoli, nato ad Alessandria, emigrato a Londra, con la passione per i manga.

Nel 2008 apre il primo canale Youtube, dove recensisce il famoso manga One Piece. Il suo canale YouTube, “sommobuta”, è il punto di riferimento italiano per gli amanti di One Piece. Il suo blog, “Il Viagra della Mente”, con oltre 3 milioni di visitatori unici, è uno dei più influenti della blogosfera per ciò che riguarda fumetti e manga. Questa esperienza l’ha portato a scrivere diversi saggi su One Piece, Dragon Ball e Capitan Tsubasa (Holly e Benji) che hanno venduto migliaia di copie, e sono divenuti bestseller su Amazon.

Sig. Cavallaro, lei su youtube ha iniziato la sua attività di videomaker analizzando il manga OnePiece con il nome di sommobuta come è iniziata questa passione e come mai la scelta di chiamare il canale così?

“sommobuta” è il nickname che uso da sempre su Internet. Tecnicamente, il nome di quello che potrei chiamare “il mio brand”. E più che un nickname, è quasi come se fosse il mio secondo nome ormai…Quindi volendo aprire un nuovo canale YouTube per caricare video fatti in maniera un po’ più professionale, la scelta del nome mi è sembrata scontata. Ad ogni modo, sono un lettore di One Piece della primissima ora. Ho iniziato a leggerlo sin dai tempi di Express nell’aprile del 2000, ancor prima che fosse pubblicato in monografico nei classici tankobon. E da allora non ho più smesso. :D Ho iniziato ad analizzare e approfondire il manga di Eiichiro Oda dal Maggio del 2010 – anche se non in maniera continuativa. Posso “vantarmi”, però, di essere stato il primo al mondo ad avere avuto l’idea di poter discutere e approfondire, settimana dopo settimana, il capitolo settimanale di un manga e di portarlo nel mondo dei social. Il mio precedente canale YouTube, One Piece Report, è stato per anni il punto di riferimento della community italiana di One Piece sul Tubo (e non solo). E adesso, dopo un paio d’anni di pausa volontaria, il mio nuovo canale, sommobuta, è tornato a essere in prima linea per ciò che riguarda la divulgazione dell’opera dell’Eiichiro-sensei su YouTube Italia.

Lei ha scritto alcuni saggi tra questi, oltre il già citato One Piece, ha parlato anche di Holly&Benji e Dragon Ball. Quanto hanno influito i manga sul fumetto occidentale?

Diciamo che è una domanda (forse) troppo generica. E che meriterebbe un saggio a parte. Molto probabilmente le vere, grandi influenze le stiamo iniziando a vedere solo adesso, con nuovi autori. Senza dubbio, negli ultimi vent’anni del secolo scorso, ci sono stati grandi fumettisti che hanno scoperto il fumetto giapponese e hanno cercato di prendere il meglio di alcune tecniche nipponiche adattandole e piegandole al proprio stile (mi viene in mente, su tutti, Frank Miller). Tuttavia dobbiamo pensare che è solo con la generazione dei Millennials che il Manga ha iniziato a fare davvero breccia nel cuore dei lettori di tutto il mondo. I nati nella seconda metà degli anni 80 sono stati bombardati di cartoni giapponesi (vero apripista per il mondo del fumetto con gli occhi a mandorla). Per cui è solo adesso che il Manga sta iniziando a influenzare seriamente gli autori di fumetti di tutto il mondo. I Manga e i Fumetti stanno diventando sempre più parte dei botteghini cinematografici come vede il fenomeno e quali sono stati per lei i promotori di tale avvento? Non credo che il Manga sia una killer app del botteghino cinematografico, o che gli anime al cinema possano definirsi “parte dei botteghini cinematografici”. Non ancora, almeno. Attualmente infatti, da questo punto di vista, credo che ci troviamo nel campo dello sperimentalismo. Se è vero che il fumetto giapponese, negli ultimi 20 anni, è diventato un po’ più mainstream, i distributori hanno molta paura e molto timore nel proporre al pubblico italiano pellicole animate che in madrepatria (o in tutto il mondo) hanno fatto sfaceli. Non è un caso, quindi, che pellicole come Your Name o La Tartaruga Rossa vengano proiettate in sala solo per un numero limitatissimo di giorni. E che la proiezione venga estesa solamente se la pellicola è andata bene. Ma poiché nella tua domanda chiedi anche di “Fumetti”, il discorso naturalmente non si applica ai blockbuster di casa DC e Marvel.

In questi anni quanto è cambiato Youtube e quanto si sente cambiato da questa esperienza?

YouTube è rimasta sempre la stessa. L’idea di base, l’idea del condividere momenti, opinioni o creazioni con gli altri, non è cambiata di una virgola. Certamente c’è più professionalità, più organizzazione e più attenzione al dettaglio da parte dei creatori di contenuti, ma tutto sommato è ancora la piattaforma del primissimo video, “Me at the zoo”. Ognuno, con un semplice click, può trovare il contenuto più adatto al proprio mood, al proprio stato d’animo, alla propria passione o al proprio interesse del momento. Personalmente non mi sento cambiato da YouTube. Sicuramente più arricchito dentro, perché ogni video che realizzo, sia esso a tema One Piece o riguardante altri fumetti, mi mette difronte a una serie di domande. “Come racconto questa cosa?” “Cosa racconto (e cosa lascio fuori)?”. Quindi, anche per preparare un singolo video (penso soprattutto quelli legati al ciclo “sommobuta racconta la Storia a Fumetti”), alle volte impiego mesi in fase di documentazione e ricerca.

Come scrittore quanto è cambiata l’editoria al giorno d’oggi e quanto è importante l’influenza del web sulla stessa?

Anche questa è una domanda la cui risposta meriterebbe un libro a parte. Vediamo di andare per gradi. L’editoria classica, quella “tradizionale”, è sempre la stessa. L’aspirante scrittore invia il manoscritto all’editore, attende tempi biblici, e se è fortunato (oltre che davvero molto bravo), viene pubblicato. Il web influisce in minima parte sul processo editoriale classico, a meno che lo scrittore non sia già conosciuto, non abbia una fanbase e non sia una star di internet (o uno scrittore veramente VERAMENTE famoso - c). Tutt’altro discorso, invece, è l’editoria 2.0. Quella incentrata sull’autoproduzione. Qui il web gioca senza dubbio un ruolo fondamentale. Tuttavia bisogna sfatare un mito. Alcuni pensano che per autoprodursi un libro basta scrivere una cosa random, fabbricare una copertina con paint e piazzare il tutto su Amazon. Che magicamente farà tutto il lavoro, facendo vendere milioni di copie all’autore autoprodotto. Non è così. La differenza enorme tra editoria classica e quella 2.0 dell’autoproduzione è che l’autore autoprodotto si fa carico di tutto il lavoro: dalla scrittura del libro, all’ideazione della copertina, al miglioramento del manoscritto tramite editing, alla fase di lancio, fino al marketing promozionale – dove spesso entra in gioco proprio la capacità di sapere usare il web. In genere, lavorare in maniera professionale da autore autoprodotto significa avere a disposizione un team di esperti e professionisti che si affiancano a te in ogni fase del lavoro in cui sai di essere carente. Ad esempio, io non sono un grafico, quindi affido sempre le mie copertine a esperti del settore. Stessa cosa per ciò che concerne l’editing. Chiaramente, per ottenere buoni risultati, bisogna conoscere anche i trend di mercato e come funzionano le piattaforme di vendita (come Amazon). Oltre ad aver scritto contenuti di qualità – che è la cosa fondamentale.

Per seguire Sommobuta:

http://www.sommobuta.com

https://www.youtube.com/user/OnePieceReport

https://www.facebook.com/sommobutaDFS/

Emanuele Amoruso

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