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22-Jun-2017 Aggiornato alle 15:54 +0200

L'importanza del Kung-fu nella vita di tutti i giorni, a spiegarlo sifu Enzo Izzo

Forse non tutti sanno che... recitava una bellissima rubrica di un noto settimanale italiano, ed è proprio Il titolo che vorrei dare a questa breve intervista, per chiarirci un po’ le idee su alcuni temi che mi stanno a cuore. 

«Sin dall’inizio della attività di insegnante di kung-fu, la mia mission è sempre stata l’integrazione della pratica di questa disciplina nel tessuto culturale della società». Chi parla è Enzo Izzo un maestro (nella definizione cinese maestro si dice Sifu) di Kung-fu con 40 anni di insegnamento sulle spalle. «Sono sempre stato convinto - continua Sifu Enzo Izzo - che la pratica sportiva non debba essere solo un offerta commerciale destinata a chi ha la possibilità economica, ma debba essere un opportunità da offrire a chiunque».

«Ecco il motivo per cui la mia organizzazione privilegia i progetti con partner istituzionali quali le scuole, gli enti pubblici (comune, provincia e regione), le organizzazioni e le associazioni che operano nel sociale. Da queste collaborazioni sono nate iniziative nell’ambito della difesa personale femminile che hanno avuto ottimi risultati. La difesa personale non è solo un insieme di tecniche marziali ma anche un diverso atteggiamento nei confronti del mondo che ci circonda.

Per migliorare la capacità di difesa bisogna aiutare le praticanti ad aumentare la propria autostima, la fiducia nei propri mezzi ed a non aver timore di reagire. Sono situazioni critiche che spesso si verificano in contesti popolari dove la cultura diffusa vuole la donna obbediente e rispettosa del potere maschile spesso presumendo una falsa attitudine alla sottomissione.

In questi percorsi ci occupiamo, quindi, di psicologia differenziale dei sessi, di psicologia e biologia dell’aggressività, di dinamica delle situazioni conflittuali, di comunicazione non verbale e di atteggiamenti e gestualità. Il programma di apprendimento delle tecniche non prevede lo studio di una specifica arte marziale ma l’acquisizione di un insieme armonico di poche tecniche, sicure ed efficaci che riescano a consentire una risposta rapida, esplosiva ed istintuale.

Altro ambito nel quale ci sono interessanti applicazione del Kung-Fu riguarda i progetti contro il bullismo. Molti pensano che la soluzione al bullismo sia addestrare le potenziali vittime ad una difesa efficace. Non è questa la soluzione in quanto fenomeni di bullismo si verificano in determinati contesti sociali dove il bullo di turno mette in pratica la sua prevaricazione alla ricerca di un consenso che lo rassicuri sul suo ruolo di leader negativo e di bello e maledetto.

La lotta a questi fenomeni è ancora più efficace se si riesce a coinvolgere i potenziali bulli nella pratica di discipline marziali dove impareranno il rispetto dei compagni, la fatica della pratica e il piacere di raggiungere risultati e, non ultima, l’acquisizione di un senso di disciplina che tende al rispetto dei ruoli ed al senso di appartenenza. Nei casi in cui questo percorso ha funzionato, sono spariti completamente tutti i fenomeni di bullismo.

La pratica delle arti marziali viene sempre di più vista con interesse dal mondo medico e dalle attività legate al benessere. In particolare la pratica del Tai ji ( antica disciplina marziale cinese conosciuta anche come ginnastica dolce) viene sempre più spesso proposta nelle attività di recupero per le malattie cardovascolari ed hanno visto la loro applicazione in progetti di collaborazione con aziende ospedaliere napoletane come il San gennaro di Napoli. In altre regioni il Tai Ji è stato inserito in progetti dedicati alla prevenzione e cura del morbo di Parkinson.

Per le sue caratteristiche il Tai Ji è poi particolarmente adatto al mantenimento della tonicità per persone della terza età». «Ultimamente - continua Sifu Enzo - abbiamo studiato un protocollo per la pratica dei diversamente abili ed uno dei progetti che hanno riscontrato più interesse è quello che prevede la pratica del Wing Chun (stile di kung-fu divenuto famoso per essere quello praticato da Bruce Lee) per persone non vedenti.

Spesso nei miei corsi dico ai praticanti che, pur insegnandogli calci, pugni e proiezioni, io spero che loro non debbano mai usarli, ma la pratica di queste discipline migliora la loro capacità di reazione, migliora la capacità di anailisi del contesto, migliora la capacità di individuare soluzioni rapide.

Tutte queste caratteristiche sono peculiari delle arti marziali ma servono molto anche nella vita di tutti i giorni quando partecipiamo ad un concorso per un posto di lavoro, quando dobbiamo stare attenti ed evitare un incidente stradale, quando qualcuno corre qualche rischio ed ha bisogno di aiuto, insomma le arti marziali preparano i giovani a misurarsi nella società in modo leale, aiutano le persone a mantenersi in forma, sono di ausilio agli anziani nel percorso lungo della loro vecchiaia e possono essere utili supporti nell’affrontare malattie ed inabilità, ma sono anche piacevoli momenti in cui si suda un po’ scaricando tossine e tensioni e si stà tra amici».

In tutte queste attività il Sifu viene supportato dall’ACSI che è un ente di promozione sportiva ma anche un ente di promozione sociale. L’ACSI sostiene da circa 10 anni le sue iniziative e da 8 lo ha nominato responsabile nazionale del settore. Per le iniziative di promozione sociale al fianco di Izzo c’è anche NapoletanaMente, una associazione di promozione sociale che si occupa del recupero culturale su tutto il territorio della città collaborando via via con le varie municipalità.

I suoi corsi sportivi sono tenuti a Pianura presso la palestra Sagys Gym dove si avvale della collaborazione di Stefano Fantaguzzi, un istruttore col quale Sifu Izzo ha fondato qualche anno fa la sua accademia: l’IWSA (International WingChun Sanda Academy) , a Casoria presso la Wellness Zone dove opera Domenico Frezza un altro istruttore dell’accademia e presso il centro di formazione Evolution Fitness a Pozzuoli dove Sifu tiene tutti i corsi di formazione ed i suoi corsi di difesa personale.