Log in
27-May-2017 Aggiornato alle 11:00 +0200

Diario di Nic Samarro: «Sarei venuto prima, ma mia moglie tardava a stirarmi le mutande nuove che ho comprato in vostro rispetto al mercato»

Diario di Nic Samarro: «Sarei venuto prima, ma mia moglie tardava a stirarmi le mutande nuove che ho comprato in vostro rispetto al mercato» Foto: repertorio

Il comandante dei Carabinieri: «Avrei bisogno di alcune delucidazioni riguardo l’ultima gara d’appalto»

12 ottobre di un anno imprecisato

Caro diario,

chellata vota sono iuto dal comandante dei Carabinieri. Come ti dicevo anche l’atra vota ero veramente emozionato pecchè aggia capito che n’autorità accusì importante si interessava a me che fino a poco tiempo prima ero solo nu povero fesso. Mi sentivo importante per questo interesse. Figurati che quanno sono trasuto tutti erano gentili con me e mi hanno purtato anche il cafè per prima. Perfino il guaglione del bar stavota mi ha detto «lo vulite amaro o dolce?». Per poco non mi sono miso a piangere perché di solito quei fetienti del bar mi mettevano o sale dentro il cafè e io stavo male quasi tutta la iurnata. Comunque io non mi sono lasciato pigliare la mano e ho risposto con voce sicura e procace: «Non lo voglio né amaro né doce. Facite na via di miezo». La frase ha fatto effetto pecchè zio Ciro Sputazza si è miso le mani in faccia mentre il comandante ha guardato l’appuntato con aria soddisfatta.

Secondo me hanno capito subito che tipo sono diventato. Comunque il comandante mi ha subbito chiesto: «Consigliere avrei bisogno di alcune delucidazioni riguardo l’ultima gara d’appalto che avete indetto. Ci sono alcuni punti oscuri che mi piacerebbe chiarire insieme a lei per porre il giusto accento sulla questione».

Affettivamente il comandante parla bene, ma così bene, che non ho capito propeto tutto quello che mi aveva chiesto ma mi pareva brutto farmelo spiegare allora aggio penzato di dicere quarcosa che fosse per lo meno dello stesso livello.

«Caro comandante, io vi ringrazio di avermi chiammato. Sarei venuto prima ma mia moglie tardava a stirarmi la giacca ed i cazoni oltrechè le mutande che ha dovuto lavare in quanto, per l’occasione e in vostro rispetto, ho comprato nuove al mercato del paeso».

La mia proverbia deve aver fatto colpo perché il comandante non ha avuto parole per quasi un minuto e ha guardato il soffitto. Poi mi ha detto: «Allora vi ringrazio per la cortesia che avete avuto nei miei riguardi. Ma passiamo alla questione precipua. La domanda che vorrei porvi è la seguente: sapete se alcuni fondi pubblici sono stati passati attraverso la gara e sono finiti nelle tasche del candidato alle elezioni appena passate? Sapete di chi parlo no? Vogliamo solo capire se soldi pubblici sono serviti per sovvenzionare la candidatura del candidato in questione, una semplice curiosità».

Che bell’uomo il comandante, sempre con la barba fatto ed il pizzetto disegnato si manco l’avesse fatto Carminuccio Turzo e penniello, il meglio pittore del mio paese. Ha pittato anche il municipio per ringraziare il sindaco parrucchino che gli da sempe i lavori che si chiamano per chiammato addiretta. Che brave perzone!

Allora come ti stavo dicenno ero perzo nei penzieri sul comandante quanno zio Ciro Sputazza mi ha alluccato nelle recchie per farmi scetare e risponnere alla dumanda. Io ho penzato che di fronte alla bellezza del comandante ed alla sua cortesia dovevo addicere la verità e gli ho detto: «Comandante caro, chiullo poveriello del candidato non stava miso troppo bene. Sapete che ha problemi con la mugliera e quindi io penzo che era doveroso dargli una mano. Allora tutti abbiamo cercato di …».

All'intrasatto mentre stavo raccontando la cosa zio Ciro si è fatto bordò e ha fatto la stessa cosa che fa di solito quanno sputa l’uosso di percoca (che si stava rusecando) ma stavolta invece di buttarlo fuori gli è annato ppè travierso e l’abbiamo dovuto soccorrere per terra che era viola. Abbiamo chiammato l’ambulanza e siamo corruti in ospedale. L'hanno dovuto rianimare ma il medico ha ditto che siamo stati fortunati e che per poco non si arrusecava la fune. Intanto il comandante si era arrabbiato e non poco e mi ha detto che mi avrebbe chiammato nuovamente pecchè aveva tante, ma tante cose da dirmi. Si vede che ho fatto na bella figura e che vuole prendermi in amicizia. Caro diario, ti terrò sempre aggiornato! 

I racconti narrati, i luoghi, le vicende ed i personaggi sono di pura fantasia e totalmente inventati. Ogni fatto e riferimento a persone o cose realmente esistite e/o esistenti è puramente casuale. Questa è una rubrica di scrittura creativa e intrattenimento satirico ed umoristico.