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27-Jun-2017 Aggiornato alle 17:14 +0200

Endometriosi: quando essere donna fa male

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Attenzione

Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: Leggi la Disclaimer Medica

Sin dalla prima mestruazione a noi donne viene insegnato che " quei giorni " sono dolorosi e che quel dolore, talvolta d'ostacolo alla nostra quotidianità, è normale. Ma in natura il dolore non è mai del tutto normale, esso è espressione di una reazione di difesa del nostro organismo. Tra le maggiori cause di dolore pelvico vi è l'Endometriosi, patologia subdola e sconosciuta a tante donne. Solo in Italia le donne affette sono circa 3 milioni, vale a dire 1 donna su 10. Inoltre essa è causa del 40 % dei casi di infertilità accertati. Purtroppo, nonostante gli sforzi delle varie associazioni che si occupano di tale problematica, ancora si parla poco dell'Endometriosi, malattia cronica e spesso invalidante dovuta alla presenza di endometrio, la mucosa che riveste l'utero, in sedi extra uterine come le ovaie, vescica e intestino, e che nei casi gravi si spinge fino ad organi lontani come i polmoni. Tale malattia provoca la formazione di noduli e di cisti dette " di cioccolato" per il loro caratteristico colore ed aderenze tra gli organi dovute al continuo stato infiammatorio tipico di tale malattia. Tanti sono gli sforzi degli studiosi nel ricercare le cause dell'Endometriosi. Ad oggi viene riconosciuta nel suo processo fisiopatologico una forte componente genetica associata a fattori ambientali, purtroppo a noi tristemente noti, come l'esposizione della gestante alla diossina ed al bifosfenolo A, sostanza usata nella lavorazione della plastica, che provocano alterazioni nella normale formazione dell'apparato sessuale nell'embrione femmina. La malattia si presenta subdola fin dal suo esordio con sintomi aspecifici, spesso sottovalutati, quali dolore mestruale intenso e persistente, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), dolore vescicale e/o rettale, parestesie agli arti inferiori. Si arriva alla diagnosi di Endometriosi spesso in modo occasionale, per lo più quando la donna è alla ricerca di una gravidanza che tarda ad arrivare. Si stima che per arrivare ad una corretta diagnosi ci vogliano circa 9 anni durante i quali la malattia misconosciuta può procurare i suoi danni. La diagnosi si avvale di un protocollo preciso, possibilmente non invasivo, basato su visite vaginali e rettali affiancate da ecografia e risonanza magnetica nucleare per l'accertamento della presenza di malattia profonda, esami ematochimici quali Ca 19,9 e a Ca 125 e, nei casi di dubbia interpretazione, alla laparoscopia diagnostica che spesso diventa curativa.

Ancora oggi non esiste purtroppo una terapia definitiva a tale problema. La chirurgia laparoscopica è considerata il "Gold standard" per il trattamento dell'endometriosi, prefiggendosi lo scopo di eliminare tutti i focolai di malattia e ripristinare dove possibile la funzionalità riproduttiva. La chirurgia è affiancata dalla terapia ormonale che, agendo sui principali organi endocrini, ha come effetto principale quello di indurre una menopausa temporanea, limitando il progredire della malattia, ma con tutti gli effetti collaterali che essa comporta. La terapia purtroppo non è risolutiva, e spesso si deve fare i conti con le recidive di malattia, facendo vivere alle donne che ne sono affette un costante senso di incertezza e la paura di non essere capite da chi spesso paragona i sintomi di questa patologia con "esagerazioni " o sintomi puramente psicosomatici, lasciando queste donne sempre più sole nell'affrontare un percorso spesso doloroso e difficile.

Bisogna informare e formare le persone sull'endometriosi,perché solo con il confronto e con il dialogo è possibile affrontare con serenità tale malattia e spogliarla dei pregiudizi di cui ahimè è ancora circondata ( ndr).

 

Dott.ssa Maria Pennacchio - Specialista in Chirurgia Generale

Dott.ssa Maria Pennacchio

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