Log in
27-Jun-2017 Aggiornato alle 17:14 +0200

14 luglio 1789, con presa della Bastiglia la democrazia batte il sopruso e la paura

14 luglio 1789, con presa della Bastiglia la democrazia batte il sopruso e la paura Foto: la rete -

Esattamente 226 anni fa ,di martedi proprio come oggi,  a Parigi accadde un evento che sconvolse e sorprese l’ europa e non solo, cioè quando i rivoluzionari francesi decisero coraggiosamente di cambiare la storia della Francia prima e dell’ Europa poi grazie alle successive imprese di Napoleone Bonaparte.
La Bastiglia era il simbolo dell’arbitrio e dell’assolutismo regnante in Francia ed Europa in quegli anni, in quanto era il palazzo simbolo della forza reale, una forza questa repressiva e molto ma molto lontana dalle esigenze e necessità della popolazione.
Per meglio comprendere l’importanza storica legata a quest’evento è opportuno sottolineare che il popolo prese coscienza della propria forza e decise di usarla, creando così una nuova società con al centro nuovi valori  come la democrazia, la libertà e l’uguaglianza che sino ad allora erano dei perfetti sconosciuti.
 Infatti la presa della Bastiglia che segnò poi l’inizio della Rivoluzione Francese, è stato l’ evento iniziale di una svolta epocale che durò fino al 18 giugno 1815, cioè la definitiva sconfitta dell’ esercito Napoleonico avvenuta a Waterloo ( evento che vi abbiamo già raccontato).
Infatti dopo questa sconfitta purtroppo le popolazioni europee e non solo, hanno dovuto sopportare forze conservatrici, avverse alle esigenze collettive e propense piuttosto all’ umiliazione sociale delle fascie  sociali più deboli, atteggiamento questo che non trova nessuna giustificazione né dal punto di vista etico, né da quello morale, né tantomeno da quello cristiano come evidenziato in questi giorni anche da Papa Francesco durante il suo recente viaggio in Sud America.
Un Papa che con il suo modo semplice e umile di fare, si stà ponendo alla base di una nuova rivoluzione, non fisica e violenta come quella che vi abbiamo raccontato, ma una rivoluzione culturale e sociale, quindi molto più forte e vicina alle reali esigenze della decadente società attuale.