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19-Aug-2017 Aggiornato alle 11:55 +0200

Il Seggio Vacante: la penna d’oro della Rowling colpisce ancora

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Dimenticate il giovane maghetto, Hogwarts, la pozione polisucco, la bottega di Oliver, Hagrid, Hermione e Ron.

Quello che crea la Rowling ne Il Seggio Vacante è un universo tutt’altro che surreale e magico, capace di investire il lettore per la sua crudezza, spaventosamente vicino alla realtà contemporanea.

Pagford è una graziosa cittadina della campagna inglese con case curate e prati di un verde brillante, in cui ognuno nasconde dietro le tende della propria casa segreti e brutture di ogni tipo: figli adolescenti in conflitto con genitori distratti, mogli frustrate, mariti disinteressati.

L’incipit della storia è la morte di uno dei consiglieri comunali, Barry Fairbrother, un decesso che apre la lotta per l’accaparramento del posto ormai vacante nel Consiglio.

Questo darà vita a conflitti all’insegna dell’ipocrisia, dell’arrivismo e del classismo. La Rowling realizza un libro diversissimo dalla saga a cui è dovuta la sua fama, mostrando una maturità e un eclettismo letterario raro.

Il Seggio Vacante riesce a sorprendere nell’epilogo, estremamente drammatico, nonché nella descrizione impeccabile dei personaggi coinvolti in una tragedia dal sapore comico, tipico della verve della Rowling, scrittrice a mio avviso impeccabile e straordinaria.

Il Seggio Vacante è un piccolo capolavoro che riuscirà ad ispirare riflessioni e scuotere le coscienze su un mondo cinico, scomodo e crudo.