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27-May-2017 Aggiornato alle 11:00 +0200

I Bastardi di Pizzofalcone, romanzo giallo dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni

I Bastardi di Pizzofalcone è un romanzo giallo dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, edito nel 2003 e ambientato a Napoli, precisamente nel commissariato di Pizzofalcone situato a Monte di Dio, uno dei quartieri più antichi di Napoli.

I protagonisti sono agenti di polizia considerati scarti dei commissariati di provenienza, per questo inseriti in questo distretto, chiamati a sostituire agenti macchiatisi di reati di truffa e commercio di droga.

L’obiettivo del nuovo commissario di Pizzofalcone, Luigi Palma, è quello di ridare nuova luce e dignità al distretto, facendo sì che le azioni dei nuovi poliziotti riescano a cancellare dalla memoria dei napoletani gli errori commessi dai loro predecessori.

Tutti i poliziotti coinvolti nella narrazione sembrano accomunati da un elemento: nessuno di loro ha legami con la vita esterna all’ambito lavorativo, nessuno di loro sembra avere qualcosa da perdere.

Il commissario Palma ha un divorzio alle spalle ed è dedito unicamente al lavoro; l’ispettore Giuseppe Lojacono, detto il Cinese, anch’egli divorziato, con un rapporto complicato con la figlia e un passato di accuse false che hanno infangato la sua reputazione; l’ agente assistente Alessandra Di Nardo e l’assistente capo Francesco Romano, accomunati invece da una tendenza spiccata alla violenza, perpetrata con modalità diverse: l’uno con la forza fisica, l’altra con le armi, entrambi celano segreti privati inconfessabili; l’agente scelto Marco Aragona, un poliziotto inserito nel settore grazie alle conoscenze, che crede di vivere all’interno di una serie TV poliziesca americana, ma alla fine capace di mostrare, oltre ogni aspettativa, un certo intuito.

E alla fine ci sono il sostituto commissario Giorgio Pisanelli e la vicesovrintendente Ottavia Calabrese, gli unici due poliziotti già appartenenti al distretto: Pisanelli è un uomo solo ossessionato dall’indagine su casi di suicidio, che a suo parere invece portano la firma di un serial killer, e la Ottaviani, una donna stanca del proprio matrimonio e degli impegni che le comporta la crescita di un figlio autistico, tutti elementi che la porteranno ad infatuarsi del commissario Palma.

L’indagine su cui verte il romanzo riguarda l’omicidio della moglie di un famoso notaio di Napoli: la donna viene uccisa nel proprio appartamento, colpita alla nuca con una palla di vetro, un oggetto di cui la vittima stessa era un’accanita collezionista.

Parallelamente viene seguito il caso di una giovane e bellissima donna, appena 18 enne, apparentemente reclusa in casa.

Il libro si legge rapidamente e avidamente, data lo stile dell’autore, semplice e coinciso, nonché la natura stessa del romanzo che spinge il lettore a voler arrivare rapidamente alla conclusione del libro per scoprire l’identità dell’assassino. Non posso tuttavia negare una certa delusione nella semplicità con cui vengono risolti i vari enigmi posti all’attenzione del lettore: le aspettative vengono un po’ deluse, la risoluzione del caso appare troppo semplicistica e l’individuazione dell’assassino risulta banale.

Vengono inoltre lasciate in sospeso alcune situazione personali e private dei protagonisti, il che ovviamente coincide con la presenza di testi successivi al romanzo in questione, ma che tuttavia lasciano in sospeso il lettore.

Il risultato finale è quello di un romanzo che risulta piacevole e godibile nella lettura, ma abbastanza prevedibile nella successione e risoluzione degli eventi.