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30-Apr-2017 Aggiornato alle 17:38 +0200

Campania,Uccidete Pulcinella: la maschera immortale

Uccidete Pulcinella, un romanzo di Massimo Torre, edito da Edizioni e/o, coinvolge il  lettore in un’avventura ambientata nello scenario partenopeo, dove si muove un nuovo  eroe, Puccio D’Aniello, in arte Pulcinella.

Il nuovo Batman del Rione Sanità combatte contro le ingiustizie e contro la camorra,  utilizzando la maschera di Pulcinella e apostrofando i malavitosi con rime in dialetto  napoletano, irriverenti e spregiudicate. Pulcinella agisce auspicando in un futuro in cui sul golfo di Napoli splenda un sole privo  delle nubi della malavita. Maschera della commedia dell’arte nel 600,  simbolo della verve e dell’ironia tipica del  popolo napoletano, Pulcinella diventa, attraverso la penna di Torre, un emblema di  speranza.

Attraverso i colori, il dialetto e gli squarci della nostra bella Napoli, il lettore, partenopeo e non, potrà apprezzare e farsi trascinare in una vicenda visionaria, compiuta attraverso le gesta di un eroe che cerca di risanare le brutture compiute dalla camorra e descritte con abile freddezza dallo scrittore. Puccio D’Aniello è solo un uomo, quindi è mortale; ma Pulcinella è una maschera, in quanto tale eterna. Pulcinella è quindi la speranza, e la speranza è immortale.

“Vedi Napoli e poi muori”, cita un antico detto popolare, evidenziando come la bellezza della nostra città possa essere tanto appagante da soddisfare una vita di ricerca. Ma la lettura dell’opera di Torre ci può indurre a ribaltare il senso di tale appagamento, dunque io dico:…no, non accontentiamoci: “Vedi Napoli e rinasci!”

 

Silvia Matarese