Log in
20-Jul-2017 Aggiornato alle 9:47 +0200

Split: la 24esima identità, un thriller del regista M. Night Shyalaman

Split è un thriller del 2016, scritto e diretto dal regista M. Night Shyalaman Il film è ispirato alla figura di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da sdoppiamento della personalità, il cui caso sconvolse l’opinione pubblica statunitense negli anni settanta.

Il protagonista, Kevin Wendell Krumb, interpretato da un ecclettico James Acvoy, soffre di disturbo dissociativo dell’identità a causa di abusi subiti durante l’infanzia: in Kevin convivono 23 differenti personalità, con caratteristiche e peculiarità opposte e divergenti.

Allo spettatore vengono presentate solo alcune di queste identità, tra cui Hedwig, un bambino di 9 anni, Patricia, una donna forte e autoritaria, Dennis, un uomo violento affetto da disturbi ossessivo -compulsivi e infine Barry, un eccentrico stilista. Nel corso degli anni Kevin è riuscito, con l’appoggio della sua psicoterapeuta, a gestire e controllare le sue identità che ora sono ordinatamente sedute in una stanza buia, posta in un angolo della mente di Kevin: ognuna di esse attende il proprio turno nella luce, ossia il momento in cui potranno prendere il controllo del corpo.

La personalità predominante è quella di Barry, il quale viene improvvisamente scalzato da Patricia e Dennis che presagiscono l’arrivo di una 24esima personalità, la Bestia, una nuova identità di Kevin, un uomo dotato di una forza sovrannaturale, un’entità estranea alle normali leggi della gravità.

La Bestia ha uno scopo: uccidere e punire chi non soffre, chi vive all’insegna del benessere, perché solo chi conosce il dolore merita di vivere, in quanto la sofferenza rafforza la tempra umana, rendendo l’uomo capace di atti eccezionali. Split è un film carico di suspence, un thriller che a tratti sfocia nel genere horror, capace di unire ad una trama d’effetto, che intrattiene egregiamente lo spettatore, uno spunto di riflessione: può realmente la mente umana arrivare a potenziare le capacità fisiche dell’uomo? Quanto ridotto è l’utilizzo che attuiamo del nostro corpo? Viene spontaneo domandarsi se la diversità sia un’eccezione alla regola o un passo avanti nell’evoluzione umana.