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21-Aug-2017 Aggiornato alle 9:20 +0200

Collateral beauty: la Bellezza Collaterale

Collateral beauty è un film drammatico del regista David Frankel, una pellicola che vanta un cast stellare, suscitando giudizi e pareri contrastanti.

Howard, interpretato da Will Smith, è un pubblicitario di successo, a cui viene stravolta l’esistenza a causa della dolorosa morte della figlia di soli sei anni; la vita di Howard resta drammaticamente e definitivamente segnata.

Tre dei suoi migliori amici, nonché colleghi, incapaci di risollevarlo con i metodi più tradizionali, decidono di ingaggiare tre attori che impersonificheranno tre concetti astratti a cui Howard ha sempre dato particolare rilevanza nella sua interpretazione dell’esistenza: la Morte, l’Amore e il Tempo.

Ogni uomo trascorre la propria vita inseguendo l’amore, temendo la morte e desiderando più tempo. Howard invia delle lettere a queste tre entità, che impersonificate dai tre attori, compariranno come delle visioni, tentando di tener testa al dolore insaziabile di Howard

. Il film ha una traccia densa di drammaticità, a cui difficilmente si può porre rimedio, nonostante il finale lasci una nota di speranza nello spettatore, oltre ad un dubbio narrativo a cui il regista decide intenzionalmente di non dare risposta.

Un film la cui originalità risulta indiscussa, così come l’eccezionale interpretazione, oltre alla spinta emotiva stimolata nello spettatore e finalizzata ad apprezzare la cosiddetta Bellezza Collaterale.

Cos’è la Bellezza Collaterale? Non esiste una risposta univoca, ognuno la interpreta a suo modo, basta non dimenticare come la bellezza sia rannicchiata in ogni minimo particolare dell’esistenza, anche in quelli meno visibili all’occhio umano, quasi a voler abbracciare la ben nota filosofia di Antoine de Saint- Exupéri, secondo cui

L’essenziale è invisibile agli occhi “La cosa importante è cogliere la bellezza collaterale che è il legame profondo con tutte le cose”