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21-Aug-2017 Aggiornato alle 9:20 +0200

Land of mine: le atrocità silenziose della guerra

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Land of mine-Sotto la sabbia è un film del 2015, diretto da Martin Zandvliet.

La pellicola, presentata agli Oscar come miglior film danese in lingua straniera, affronta episodi relativi alla seconda guerra mondiale.

Si tratta di fatti e accadimenti reali ma poco conosciuti, in quanto non trattati adeguatamente nei libri di storia.

Successivamente alla resa della Germania nel 1945, migliaia di soldati tedeschi furono fatti prigionieri e costretti a disinnescare più di due milioni di mine tedesche sparse lungo le coste danesi.

Quando parlo di soldati tedeschi, non vorrei dare un’errata immagine al lettore: parlo di ragazzini di circa 13-14 anni.

Infatti, agli sgoccioli della guerra, qualsiasi intervento al fronte veniva considerato indispensabile e si abbatterono barriere e limiti di età nell’arruolamento.

Il film è un capolavoro di tragicità e intensità: il volto e la fragilità dei piccoli soldati stride irrimediabilmente con la disumanità e bestialità mostrata dai soldati danesi, che rivedono in questi ragazzini i fautori delle stragi e degli orrori compiuti dal regime nazista, senza voler leggere nei loro occhi l’innocenza.

Land of mine è un film che riesce con estrema delicatezza a dimostrare come in guerra non esistano distinzioni nette tra infami e caritatevoli, buoni o cattivi: le atrocità sono equamente distribuite.

La drammaticità e la tensione degli eventi si mostra, quasi beffardamente, in un’ambientazione dai colori estremamente limpidi e chiari: le spiagge candide, il cielo limpido e di un azzurro accecante, il sole argenteo che batte sul mare donandogli un colore cristallino.

Il rumore delle onde che si infrangono sulla riva fa da sottofondo alla ricerca svolta dai giovani soldati che carponi, sotto il sole, con l’ausilio di un semplice bastoncino di legno, tastano la spiaggia, alla ricerca delle mine: una volta individuate, devono disinnescarle con la freddezza e l’attenzione di un artefice esperto.

Si assiste a scene agghiaccianti di corpi brutalmente mutilati, grida strazianti che invocano l’intervento delle proprie madri.

“Sono solo dei ragazzi che chiamano la mamma quando hanno paura”

Un film che tocca il cuore e la mente, che fa vibrare ogni corda dell’emotività, sprigionando ansia e tensione nello spettatore, preoccupato per le sorti di Sebastian, il più deciso e generoso del gruppo, o per il più disincantato e cinico Helmut, o per i gemelli Ernst e Werner , destinati irrimediabilmente ad essere legati, nella vita e nella morte.

Dei 14 soldati tedeschi ne rimarranno solo 4; a salvarli sarà il sergente Rasmussen, unico stralcio di umanità presente nella fazione danese: uno spiraglio di speranza per il futuro o una amara consolazione occasionale?

Sono le pagine della storia a darci la risposta.