Log in
30-Apr-2017 Aggiornato alle 17:38 +0200
Redazione

Redazione

Villaricca, rogo tossico nei pressi della Chiesa di Santa Rita da Cascia

Un nuovo rogo tossico questa volta a Villaricca nei pressi della Chiesa di Santa Rita da Cascia ad andare a fuoco ancora una volta i rifiuti abbandonati in strada

Rogo tossico a Villaricca nei pressi della Chiesa di Santa Rita da Cascia su via Vicinale Palmentata. Sul posto, probabilmente avvertiti dai cittadini, sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a spegnere il rogo di rifiuti in un fondo adiacente alla strada dove erano accumulati già da qualche giorno.

L'abbandono illegale dei rifiuti unito ad uno scarso controllo del territorio sono stati il mix che ha permesso il rogo che potrebbe essere accidentalmente appicatosi forse da una cicca lanciata da una vettura in transito o a causa di altri fattori.

Questo è il periodo dell'anno in cui l'attenzione deve essere massima: l'esperienza insegna che all'apprestarsi della bella stagione si moltiplicano i roghi tossici. Le amministrazioni dovrebbero già organizzarsi per evitare che i rifiuti stazionino a lungo per strada. Questa è l'unica arma insieme al controllo per evitare che i riufiti passino dalla sede stradale ai polmoni dei cittadini.

  • Pubblicato in Focus
  • 0

Orta di Atella e Frattaminore, eseguita ordinanza cautelare per droga

I sei destinatari dell'ordinanza cautelare sono indiziati di detenzione ai fini di spaccio di hashish

Eseguita un’ordinanza cautelare nei Comuni di Orta di Atella (Caserta) e Frattaminore (Napoli) nei confronti di sei persone di cui due obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria e quattro arresti domiciliari.

Ad emettere il provvedimento l’ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli Nord; i sei destinatari dell’ordinanza cautelare sono indiziati di detenzione ai fini di spaccio di hashish.

L’indagine è stata condotta da maggio ad ottobre 2016 attraverso attività di intercettazione telefonica e di servizi di osservazione. L’attività ha permesso di scoprire una regolare e costante attività di spaccio operata dagli indagati.

Sono stati individuati, infatti, complessivamente 132 episodi di spaccio avvenuti nel Comune di Orta di Atella (Caserta), molti di questi sono stati riscontrati attraverso il sequestro di stupefacenti nel corso delle indagini.

  • Pubblicato in News
  • 0

Marano, possedeva cocaina e contanti per 2500 euro: arrestato incensurato

I Militari della Tenenza di Marano hanno rinvenuto nelle sue disponibilità appunti scritti a mano riportanti le attività di spaccio

Marano. I Carabinieri della Tendenza di Marano guidati dal Ten. Tessitore hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 42enne del luogo incensurato.

Nel corso della perquisizione veicolare e domiciliare i militari dell'Arma lo hanno trovato in possesso di 8 involucri di cocaina, 2500 euro in denaro contante, materiale per il taglio e il confezionamento della droga. Hanno, altresì, trovato in suo possesso appunti scritti a mano nei quali erano riportate notizie relative alle attività di spaccio.

Il tutto è stato sequestrato e l'arrestato si trova ai domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa di essere giudicato.

  • Pubblicato in News
  • 0

Napoli Pianura, gestivano le occupazioni abusive per il clan: 3 arresti

Gli emissari del clan Marfella - Pesce ritenevano di gestire il "mercato" delle occupazioni abusive nel quartiere Pianura a Napoli

Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Napoli Pianura e della Compagnia di Napoli Bagnoli hanno arrestato tre persone in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dagli auffici del Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA di Napoli. Due dei destinatari sono in stato di custodia cautelare in Carcere e uno agli arresti domiciliari. I tre uomini indagati sono ritenuti responsabili di aver tentato di estorcere denaro ad un cittadino residente nel quartiere di Pianura per conto del clan Marfella-Pesce.

Il provvedimento cautelare è scaturito da una vicenda di un cittadino che, in prima battuta aveva stipulato un accordo illecito con gli esponenti del clan Marfella – Pesce per occupare abusivamente un immobile di edilizia residenziale pubblica dietro il pagamento di una somma di denaro, è stato vittima di richieste estorsive.

Nel corso delle indagini coordinate dalla DDA ed espletate dai Carabinieri è stato possibile acclarare che dal momento dell’effettivo ingresso abusivo nell’appartamento, autorizzato dai camorristi, il cittadino di Pianura ha cominciato a subire pesanti minacce ed intimidazioni finalizzate ad estorcergli ulteriori somme di denaro che, come si legge nella nota della Procura, non voleva corrispondere, ma che in gli emissari del clan Marfella – Pesce pretendevano quali palesi gestori di un vero e proprio “mercato” delle occupazioni abusive di immobili nel quartiere di Pianura.

Dal risultato delle indagini prese in esame dal Gip, è stato, scoperto che gli esponenti del clan avevano acquisito anche illegittimamente il possesso dell’immobile dopo che era stato assegnato alla legittima assegnataria, ritenendo di poter gestire a proprio piacimento e per i propri scopi la cessione dello stesso a terzi, occupandosi anche di consegnare le chiavi.

La vicenda cautelare fa luce anche sui nuovi assetti verticistici ed operativi del clan Marfella – Pesce dopo la decapitazione avvenuto conseguentemente alla recente ordinanza cautelare del 07/03/2017.

  • Pubblicato in News
  • 0

Qualiano, presso i plessi del 1° Circolo Didattico svolta la "Festa dei Popoli"

Protagonista ancora una volta il Primo Circolo Didattico di Qualiano svolta nei suoi tre plessi la "Festa dei Popoli: merenda migrante": sono stati trattati i temi dell'accoglienza e della integrazione

Oggi presso i tre plessi del Primo Circolo Didattico di Qualiano, si è svolta la “Festa dei Popoli: merenda migrante”. L’evento ha rappresentato il momento conclusivo la festa ha rappresentato il momento conclusivo di un progetto di inter cultura che ha coinvolto tutti gli alunni della primaria e della scuola dell’infanzia.

I bambini si sono esibiti con canti balli e poesie aventi quali temi fondamentali i 5 continenti, mentre i loro genitori hanno contribuito preparando piatti e pietanze tipici dei vari Continenti. Il lavoro svolto sui temi della solidarietà accoglienza integrazione ha permesso gli di capire che le differenze sono fonte di arricchimento.

Alla manifestazione hanno partecipato la dirigente Angela Rispo, il vicario don Francesco Picone e don Crescenzo Molinari della diocesi di Aversa e il sindaco Ludovico De Luca.

  • Pubblicato in News
  • 0

Napoli, picchia una donna per rapinarla: arrestato 19enne

Gli agenti della Sezione Antirapina della Squadra Mobile, ha arrestato in via Acquaviva a Napoli un 19enne del Gambia con un permesso per motivi umanitari: ha picchiato e rapinato una donna  

M. C., 19enne gambiano, in Italia con un permesso di soggiorno per motivi umanitari, è stato arrestato per il reato di rapina dalla Polizia di Stato.

Nella sera di ieri, i poliziotti della Sezione antirapina della Squadra Mobile, in transito in Via Acquaviva hanno udito le grida di una donna che inseguiva un giovane. Gli agenti, prontamente intervenuti, hanno bloccato il 19enne che stringeva tra le mani i resti di un giubbino in pelle al cui interno hanno rinvenuto 50euro e due telefoni cellullari.

I poliziotti, hanno accertato che la donna poco prima era stata avvicinata dal 19enne che, dopo averla minacciata di farle del male se non gli avesse consegnato quanto in suo possesso, ha iniziato a picchiarla violentemente al capo ed al corpo, strappandole il giubbino.

L’uomo è stato arrestato e condotto al carcere di Poggioreale. La donna è stata medicata con un prognosi di 10 giorni per contusioni multiple per il corpo ed è rientrata in possesso dei suoi soldi e dei telefoni cellullari

  • Pubblicato in News
  • 0

Boscotrecase, rapinarono un cittadino del Gambia: arrestate 10 persone

L'attività investigativa intorno ai minorenni che rapinarono a Boscotrecase un cittadino del Gambia ha portato a scoprire un gruppo criminale che si occuca di droga di cui fanno parte un nipote e il figlio di un boss del clan gallo - limelli - vangone

Tutto è partito da una denuncia di un cittadino del Gambia che maggiorenne ha lascia il suo paese e si è rifugiato in Senegal per 2 anni. Sul posto ha conosciuto dei trafficanti che per 2.000 euro gli hanno fatto attraversare Mali, Burkina Faso, Niger e Libia, dove lo hanno caricato su un barcone che galleggiava a malapena.

Ha trascorso 4 giorni in aperto Mediterraneo e all’arrivo in Italia, su una nave della Marina Militare, appena sbarcato ha detto di essere in fuga dalla dittatura di Yahya Jammeh. In attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico è stato mandato nel centro di Boscotrecase.

Così è iniziata la denuncia di un ragazzo del Gambia, ora quasi 21enne, che ha dato al via a indagini per identificare 3 minorenni e un maggiorenne che lo hanno rapinato nella stazione della Circumvesuviana di Boscotrecase, come documentato da un video di sorveglianza che ha immortalato i malfattori durante il raid.

I 3 minorenni lo hanno accerchiato, spintonato e immobilizzano, mentre il maggiorenne del gruppo gli ha portato via lo Smartphone.

Le attività investigative dei Carabinieri sui rapinatori hanno portato a ben altro; è stato accertato, infatti, la partecipazione di 2 indagati anche in un episodio di scippo consumato a Napoli ed è stato scoperto l’esistenza di un gruppo criminale di Boscotrecase che spaccia cocaina e marijuana del quale fanno parte il figlio e un nipote di uno dei boss dei “GalloLimelliVangone”, il clan camorristico che controlla gli affari illeciti a Trecase, Boscotrecase e Boscoreale.

Partite le indagini anche su quello che si è rivela un vorticoso giro di droga. Sono stati documentati 180 episodi di spaccio e segnalati 42 assuntori, tra i quali 7 minorenni, sequestrate 250 di dosi di cocaina e 140 dosi di marijuana

L'attività investigativa aveva già consentito in precedenza di arrestare in flagranza di reato ben 7 persone

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito sei provvedimenti di custodia cautelare in carcere, quattro provvedimenti ai domiciliari ed un obbligo di presenzazione alla polizia giudiziaria, emessi dall’ufficio del Gip di Torre Annunziata e da quello presso il Tribunale per i Minori di Napoli per i reati di rapina, furto con strappo e spaccio continuato di stupefacenti.

Il primo riguarda 9 persone maggiorenni responsabili di spaccio, tra questi anche i responsabili dello scippo a Napoli e della rapina al cittadino del Gambia (i suoi complici minori sono stati perseguiti separatamente).
L’altro, il collocamento in comunità di un minorenne ritenuto responsabile dello scippo ma anche di spaccio, sia in provincia che a Napoli.

  • Pubblicato in News
  • 0

Afragola, imponevano il pizzo per il clan Moccia: arrestati 2 emissari

I due destinatari del provvedimento di custodia cautelare avevano chiesto in più riprese, per conto del clan Moccia, il pizzo per i cantieri edili ad Afragola

Afragola. Questa mattina è stata eseguita un ordinanza di custodia cautelare dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna a carico di due uomini: Carmine Bello, 40enne  e Tessitore Santo 22enne, per il delitto di estorsione aggravata dal metodo mafioso e finalizzata ad agevolare il clan Moccia che opera sul territorio di Afragola.  Ad emettere l’ordinanza l’ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. A divulgare la notizia una nota della Procura della Repubblica di Napoli.

I due sono ritenuti elementi di spicco anche del gruppo criminale "Nobile" satellite del clan "Moccia" e gli arresti rientrano in una cornice investigativa più ampia, in cui è stato fondamentale il coraggio delle vittime di rivolgersi agli investigatori. In questo contesto operativo si inseriscono infatti altri fermi e arresti per estorsione a imprenditori eseguiti a carico di elementi del gruppo camorristico dei “Nobile”.

Il 26 ottobre venne sottoposto a fermo per estorsione aggravata il capo del gruppo, Antonio Nobile, che aveva minacciato i responsabili di una ditta edile per piegarla al pagamento del “pizzo”. Pochi giorni dopo, il 29 ottobre, venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere proprio Santo Tessitore per estorsione ai danni di un imprenditore di afragola al quale per mesi impose il pagamento di 500 euro a cadenza mensile, “consumazioni” gratis e contanti da giocare ai videopocker installati nel suo esercizio.

Il 7 marzo 2017 furono invece arrestati Raffaele Nobile (figlio di Antonio) e Michele Leodato, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per minaccia aggravata poiché avevano intimidito una delle vittime delle estorsioni per costringerla a rendere false dichiarazioni al Pubblico Ministero.

Tale provvedimento rientra nelle indagini, affidate ai Militari del Gruppo di Castello di Cisterna, che hanno consentito di delineare i ruoli coperti dai due indagati nella funzione di esattori delle estorsioni sul territorio controllato dai clan.

Lo stesso Carmine Bello, nel 2013, si era presentato presso un cantiere edile di Afragola ed aveva imposto al titolare dell’azienda che stava lavorando il pagamento della somma di 500 euro, come si legge nella nota “per mettersi a posto con i compagni di Afragola”. Il pagamento avvenne qualche giorno dopo la richiesta.

Stessa prassi nel 2014 quando Bello e Tessitore si erano recati presso un altro cantiere gestito sempre dallo stesso imprenditore, con la medesima formula, hanno richiesto la somma di 500 euro. 

  • Pubblicato in Focus
  • 0

Aversa, rapinavano le coppiette arrestati 4 giovani di Sant'Arpino

I quattro giovani di San'Arpino avevano appena derubato due coppiette in Via Cappuccini ad Aversa prima di essere arrestati dai Carabinieri

Nel corso della notte, in Aversa, durante un servizio perlustrativo, i carabinieri della sezione radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa hanno tratto in arresto, nella flagranza di reato 4 ventenni incensurati della provincia di Napoli, autori di rapine in danno di coppiette. A finire in manette sono stati S. A., classe 97; I. M., classe 98; M. P., classe 98 e P. F., classe 99, tutti residenti in Sant’Arpino (Napoli).

I quattro, con colto travisato da passamontagna, uno dei quali armato di pistola successivamente rivelatasi essere una replica, in via Cappuccini ad Aversa, dopo aver bloccato due coppie di giovani del luogo che sostavano a bordo delle proprie autovetture, dietro minaccia dell’arma, si sono fatti consegnare borse contenenti effetti personali, telefoni cellulari e somme di denaro in contanti. Compiuta lle rapine si sono allontanati a bordo di un’autovettura Fiat Punto Evo con la targa parzialmente coperta da nastro adesivo.

L'equipaggio della Gazzella, che transitavain quel momento, ha notato la targa alterata del veicolo e ha intimato l’alt. I quattro hanno ignorato l'ordine e ne è scaturito un breve inseguimento al termine del quale il veicolo in fuga è stato bloccato e tutti e quattro gli occupanti fermati.

L’immediata perquisizione personale e veicolare ha consentito ai Carabinieri di rinvenire e sequestrare l’arma utilizzata per le rapine e di recuperare la refurtiva che è stata restituita ai legittimi proprietari. L’autovettura con cui i quattro rapinatori hanno tentato la fuga non risulta da ricercare. La stessa risultata essere di proprietà di un 25enne di Sant’Antimo.

Gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.

  • Pubblicato in News
  • 0

Ercolano, aveva chiesto 50 euro al giorno per lavorare tranquillo: arrestato

Si era presentato come emissario del clan Ascione, ma ancora una volta la collaborazione, nota come "Modello Ercolano", tra vittime di estorsione, Carabinieri, Direzione Distrettuale Antimafia ed Associazione Antiracket è stata determinante.

Ercolano. I Carabinieri della Tenenza di Ercolano sono intervenuti d’urgenza in una paninoteca del luogo sottoponendo a fermo il 34enne Ciro Scognamiglio, del luogo, già noto alle Forze dell'Ordine per reati contro la persona e il patrimonio, ritenuto responsabile di tentata estorsione aggravata da finalità mafiose.

L’uomo ha avvicinato il titolare del locale e presentandosi come emissario del clan camorristico degli “Ascione” aveva cercato di imporgli il pagamento di 50 euro al giorno, condizione necessaria per poter continuare a lavorare “con serenità”.

Attraverso la visione dei filmati di videosorveglianza i militari dell’arma hanno identificato il 34enne e sono riusciti a individuarlo poco distante, sottoponendolo a fermo. Il fermato è stato tradotto nella Casa Circondariale di Poggioreale.

In un territorio difficile ancora una volta è stata determinante la collaborazione vincente tra vittime, Carabinieri, DDA e Associazione antiracket, ormai nota come “modello Ercolano”.

  • Pubblicato in News
  • 0
Sottoscrivi questo feed RSS