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23-Sep-2017 Aggiornato alle 18:30 +0200

Referendum 17 aprile 2016 nessuno ne parla. Ecco per cosa andare a votare

Referendum 17 aprile 2016 nessuno ne parla. Ecco per cosa andare a votare Una Piattaforma Petrolifera - Foto: ondanews.it

Il fatto che nessuno parli del referendum è veramente spiacevole, in altri casi i media nazionali avrebbero quasi "violentato" di informazioni i cittadini per cercare cercare di portarli al voto. È evidente che su questo quesito l'attenzione debba essere praticamente azzerata; i più buoni dicono che è coperta dalle polemiche delle elezioni nelle maggiori città italiane, ma noi non siamo così buoni e nel rispetto dei cittadini cercheremo, nelle nostre possibilità, di rendere visibile un referendum che, secondo la nostra opinione, i cittadini non possono assolutamente disertare e lavarsene le mani perché di tratta della durata delle concessioni di trivellazioni per estrarre petrolio "entro" cioè "fino" alle 12 miglia dalla costa (circa 22,2 km). Il referendum è stato chiesto da nove Regioni italiane (Basilicata, Marche, Puglia, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise e da numerosi gruppi ambientalisti. Il Codice dell'ambiente già vieta le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa ma consente laddove c'è una attività estrattiva che essa continui fino al esaurimento del giacimento.

Quando si vota? Il referendum si svolgerà il prossimo 17 aprile. Da più parti vi sono state richieste per farlo svolgere in concomitanza delle elezioni amministrative ma il decreto 98 del 2011 non prevede che un referendum abrogativo venga svolto in concomitanza delle elezioni perché questo avvantaggerebbe i promotori a raggiungere il quorum.

Cosa si chiede ai cittadini di abrogare? Ai cittadini viene posta la seguente domanda: "Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale?" Spiengadolo meglio viene chiesto ai cittadini di rispondere alla domanda barrando la casella con il "SI" o con il "NO".

Cosa accadrà se dovesse vincere il SI? Se dovesse vincere il "SI" l'articolo 6, comma 17 dell'Codice dell'ambiente relativamente al terzo periodo cioè frase e le sostituzioni saranno abrogate. Questo porterà che gli impianti oggetto delle 21 concessioni che si trovano entro il limite dovranno chiudere entro cinque o dieci anni anche se nel giacimento è presente ancora petrolio o gas. Ad esempio una concessione ricevuta nel 1970 ha il diritto di estrarre per trenta anni dopo di che si può chiedere una proroga quindi nel 2000 per altri 10 anni e nel 2010 un altra proroga per 5 anni. Nel caso di vittoria del si potrà ottenere un ultima proroga di 5 anni e poi dovrà chiudere il pozzo smontare tutto e andare via.

Cosa accadrà se dovessere vincere il NO? Se dovesse vincere il "NO" tutto resta invariato e i concessionari potranno continuare ad estrarre finché il pozzo non sarà esaurito solo allora verrà chiuso e la piattaforma smontata. Ovviamente resta il divieto di nuove perforazioni entro le 12 miglia dalla costa.

Quali sono le ragioni politiche? Le ragioni politiche che hanno spinto al referendum sono quelle di dare un segnale forte che spinga l'Esecutivo a investire su fonti di energia che non siano necessariamente fossili.

Quali sono le ragioni ambientalisti? Le ragioni ambientaliste sono incentrate su eventuali incidenti  come quello accadute nel Golfo del Messico, nonché problematiche sanitarie ed ambientali.

Quali sono le ragioni del NO? I comitati che sostengono il "NO" sostengono che continuare ad estrarre fino ad esaurimento del giacimento sia un modo sicuro per evitare ulteriore inquinamento perché eviterebbe il passaggio di numerose petroliere ridette verso i porti italiani. Le ragioni del "NO" puntano su un sensibile calo anche dell'occupazione che vede impiegate nel settore decine di migliaia di persone sia direttamente che indirettamente.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.