Log in
22-Sep-2017 Aggiornato alle 17:56 +0200

Giugliano, Carabinieri alla Don Vitale. Bullismo: prevenzione non solo repressione

Giugliano, Carabinieri alla Don Vitale. Bullismo: prevenzione non solo repressione Foto: Giovani Reporter

Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri alla SMS ”Don Salvatore Vitale”: bullismo e cyberbullismo, come riconoscerne i primi segnali.

(Guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=9aG3Dv5I-Mw )

Carabinieri in divisa in una scuola media, perché?

Il Comandante Petrungaro, il Tenente Viviano e il Maresciallo Somma sono intervenuti in un incontro-dibattito con alunni di scuola media per invitarli a riflettere, sui terribili episodi di violenza di minori ai danni di minori, che sembrano dilagare nel nostro territorio come un’onda anomala.

Cosa è rimasto e cosa rimarrà nei ragazzi di quest’incontro?

Giuseppe: «Mi ha colpito molto quando il tenente Viviano ci ha detto che il bullo agisce quando si sente spalleggiato da un gruppo, quindi, da solo, si sente debole». «Senza il suo “branco” di “gregari” a lui sottomessi, non è nessuno» ricordano Annarita e Rachele.

«La responsabilità pertanto è di tutti - sottolinea Noemi - anche di quella “maggioranza silenziosa” che vede ma non parla, non interviene a difendere la vittima». «Questa è l’omertà - ricorda Anastasia - una vera e propria vergogna!».

A tutti è risultato chiaro che un atto di bullismo non è necessariamente solo fisico, può essere anche verbale. Offese rivolte di persona, faccia a faccia, ma anche da dietro uno schermo, smartphone o computer che sia, per ridicolizzare la vittima scaraventandole contro la derisione di tantissime persone, come in una piazza affollata, dove una folla impazzita inveisce contro una sola persona, incapace di difendersi. Questo è il Cyber – bullismo, perché la piazza non è reale, ma virtuale, in rete, in chat di social network o di whatsapp,

Giovanni deduce che: «Se il bullo è anche lui una ex vittima, se i colpevoli sono anche i gregari e la “maggioranza silenziosa”, l’episodio di bullismo va affrontato caso per caso in tutte le sue componenti: non è giusto cercare nel bullo l’unico colpevole, soprattutto quando ha vissuto tante situazioni problematiche, prima di tutto in famiglia». «Forse per questo il “bullo” non è empatico - come ricorda Elio - non è capace di percepire gli stati d’animo degli altri, cioè di “sentire” la loro sofferenza, perché nessuno ha mai percepito la sua».

Andrea ricorda il Tenente Viviano che non ha nascosto la sua sofferenza quando ha raccontato che non è affatto un bello spettacolo prelevare dei minori sottraendoli alle loro famiglie per eseguire un’ordinanza predisposta dal magistrato!

Il Tenente ha ricordato a tutti che ciascuno di noi è dotato di libero arbitrio, ciascuno di noi decide quale strada prendere, anche i minori, al di sotto o dai 14 anni: l’allontanamento in case famiglia per i più piccoli, ma anche le strutture detentive per i quattordicenni servono a rieducare e a dar loro la possibilità di compiere altre scelte.

«Gli alberi giovani possono essere indirizzati per diventare una pianta sana e forte, ma per quelli adulti, una volta ammalati, c’è poca probabilità che si salvino... Provate a fare questo ragionamento con una persona!». Così conclude l’incontro il Comandante Petrungaro, con una similitudine molto efficace scolpita nella memoria di Arianna.

Ogni alunno lascia la sala con una certezza: ogni abuso va denunciato prima agli adulti responsabili, genitori, insegnanti, parenti. Solo alla fine chiameremo i numeri delle Forze dell’Ordine o quello dello sportello antibullismo 43002.

I Giovani Reporter della classe 2ª sezione M
SMS "Don Salvatore Vitale

Video

Giovani Reporter - SMS "Don Salvatore Vitale"
Giovani Reporter "Don Vitale"

Il progetto si pone come continuazione di un percorso di Giornalismo ambientale che ha visto gli alunni partecipi nello studio e raccolta di documentazione affidabile per restituire valore scientifico alle notizie riguardanti la cosiddetta Terra dei Fuochi (inquinamento, falde acquifere, salubrità dei prodotti agricoli, tutela e vigilanza del territorio).

L’input è il territorio di Licola, Varcaturo e Lago Patria, nelle sue criticità, da evidenziare in vista di ipotesi risolutive e mai di sterile denuncia da scoop, e nelle sue potenzialità da valorizzare.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.