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30-Apr-2017 Aggiornato alle 17:38 +0200
Domenico Vigliotti

Domenico Vigliotti

"La tenerezza" nel ritrovare un padre

"La tenerezza", il grande ritorno di Gianni Amelio al cinema drammatico 

È in questi giorni nelle sale il nuovo film di Gianni Amelio, La Tenerezza. A tredici anni da Le chiavi di casa, Amelio riporta sul grande schermo un tema che gli è particolarmente caro: quello del rapporto tra padre e figli.
Il film, liberamente tratto dal romanzo di  Lorenzo Marone La tentazione di essere felici, è un viaggio nel mondo delle relazioni genitoriali.

Amelio con questa pellicola riporta lo spettatore nella magia del cinema: nelle vite dei suoi personaggi si rintracciano tratti che ci appaiono in qualche modo familiari. In un crescendo di emozioni si schiude la vita di un anziano avvocato dal passato non proprio limpido, Lorenzo, interpretato da un intenso e profondo Renato Carpentieri, perno centrale attorno al quale si sviluppa tutta la storia. Lorenzo, rimasto vedovo, ha allontanato i figli Elena (interpretata da una toccante Giovanna Mezzogiorno) e Saverio (interpretato da Arturo Muselli) considerandoli ormai degli estranei.

L'unico legame con la famiglia è con il nipotino Francesco (interpretato dal piccolo Renato Carpentieri jr che – a dispetto dell’omonimia - non ha alcuna parentela col protagonista nella vita reale). Il giovanissimo Carpentieri mostra efficacia e incisività nella recitazione e Amelio, abile a lavorare con i bambini, ha saputo magistralmente esaltarne la spontaneità. Nel rapporto tra il figlio di Elena, Francesco, e il nonno Lorenzo si assiste a un'inversione dei ruoli: il bambino è l'adulto e il nonno si mostra a lui con i suoi tratti più fanciulleschi. Ma saranno i nuovi vicini di Lorenzo (moglie, marito e i loro due bambini), conosciuti al rientro dall'ospedale dove è stato ricoverato, ad aprire il cuore del ruvido e ormai rassegnato avvocato. In quel quadretto familiare, all'apparenza idilliaco, ma che ben presto mostrerà tutta la sua fragilità, sarà Michela (Micaela Ramazzotti) la donna capace di scalfire la corazza di Lorenzo. La sua semplicità, il suo sorriso convolgente e spontaneo vinceranno ogni resistenza dell’anziano avvocato. Michela è la moglie di Fabio, interpretato da Elio Germano, un padre incapace sia di comunicare con i figli sia d'intessere un rapporto paritario con la moglie, considerata da lui come un terzo figlio. È nell'osservare la quotidianità di questa famiglia ed osservarne il destino che Lorenzo ripercorre e riesamina tutta la sua vita. Incontrerà così anche la sua ex amante, interpretata da un'incisiva Maria Nazionale, alla ricerca di quel calore e quella tenerezza familiare che i vicini avevano riportato nel suo cuore. Ma troverà una donna all'apparenza fredda che, tuttavia, rimasta segnata dalla fine di quel rapporto, mostrerà la sua fragilità nel successivo dialogo con Elena. Dopo questo lungo viaggio sentimentale, alla fine Lorenzo approderà alla sua meta, la sua casa, la sua famiglia rappresentata da quella Elena che, con forza tipicamente femminile, con pazienza e tenacia fa di tutto per rinsaldare il rapporto con il padre.

L'intensità della sceneggiatura è sorretta dalla fotografia in cui si nota il tocco artistico del premio Oscar Bigazzi che esalta una Napoli borghese, lontana dagli stereotipati vicoli e mandolini e fa da sfondo all'interpretazione di tutti i personaggi, ma in particolar modo a quella del protagonista Renato Carpentieri. Vero motore di tutto il film, Carpentieri dona spessore al tormento interiore di quest'anziano avvocato. Ma anche le interpretazioni di Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno ed Elio Germano sanno restituire allo spettatore tutte le difficoltà, le nevrosi e le paure dei giovani d'oggi schiacciati da una maturità mai completamente compiuta. Un film in cui è molto forte il messaggio che Amelio vuol trasmettere: la centralità dei rapporti affettivi. Un film che colpisce duro e intenerisce. E ci riesce pienamente.

Villaricca ricorda i suoi caduti per la libertà

Villaricca festeggia il 25 Aprile ricordando chi morì per garantirci la libertà

VILLARICCA - Alla presenza delle autorità civili e religiose della città di Villaricca, il sindaco Maria Rosaria Punzo, quest'oggi ha deposto una corona di alloro innanzi al monumento ai caduti in Piazza del Purgatorio. Il primo cittadino, ricordando che i valori di libertà che spinsero alcuni partigiani di Villaricca a ribellarsi al giogo nazifascista fino all'estremo sacrificio rappresentano le fondamenta su cui si basa l'Italia di oggi, ha salutato i cittadini intervenuti per rendere omaggio alla memoria dei caduti con le parole di Gramsci: «Quando tutto pare sia perduto, quando tutto pare che sia finito bisogna mettersi tranquillamente all'opera e ricominciare dall'inizio». Parole, quelle di Gramsci, che suonano oggi ancora attualissime.

La cerimonia è terminata con la benedizione spirituale impartita da don Gaetano Bianco, parroco della parrocchia di Santa Maria dell'Arco. In seguito, il sindaco Punzo e il consigliere Guarino, hanno deposto una seconda corona di alloro nel cimitero comunale innanzi al monumento che ricorda i caduti di tutte le guerre.

 

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Giugliano: e l'amianto se ne va? No, si sposta solo più in là.

Messi in sicurezza i pannelli di amianto in prossimità del cimitero di Giugliano, ne restano altri nelle vicinanze.

Sono trascorsi 32 giorni da quando vi documentammo che in prossimità del cimitero di Giugliano in Campania giacevano abbandonati dei pannelli di amianto. Oggi, invece, vi raccontiamo che è stato compiuto un significativo passo avanti. I pannelli, come vi documentano le foto, sono stati messi in sicurezza attraverso una pellicola protettiva. Un cartello e del nastro adesivo segnalano che si tratta di rifiuti in amianto e dunque l'involucro non va lacerato.

Cartello ce contrassegna l'amianto

Tuttavia, ricordando che quei pannelli erano solo l'anticamera di un inferno che si sviluppava nella strada interpoderale che da via Arco Sant'Antonio conduce in via Pagliaio del Monaco, abbiamo rifatto lo stesso tragitto. Abbiano notato che la situazione è notevolmente migliorata ma, pur riconoscendo gli importanti sforzi compiuti, siamo ambiziosi, e perciò riteniamo che il lavoro non sia stato ultimato. Come potrete notare dalle fotografie scattatate quest'oggi abbiamo trovato lungo la strada ancora dei rifiuti ingombranti e pannelli di amianto a ridosso delle colture, solo un po' più in là, lì dove nessuno vede quel killer silenzioso che ogni giorno sottrae ai giuglianesi un po' di vita, un po' di aria, fino a vederli morire per soffocamento. Perché è questa la sorte che aspetta chi si ammala di asbestosi, la patologia che è scientificamente correlata all'inalazione di fibre di amianto.

E allora perdonateci l'ambizione di voler vivere in un mondo migliore, perché non è un'utopia ma solo il frutto di un quotidiano impegno, come quello su cui si cementa un rapporto d'amore tra un uomo e una donna, tra l'uomo e la sua terra. 

Giugliano, verranno piantati 500 alberi nell'area dell'ex campo rom

Firmata la convenzione tra Comune e Consorzio Asi per la riqualificazione dell'area occupata dell'ex campo rom

Giugliano – In un territorio in cui siamo cronisti di continui attacchi all'ambiente tra incendi e lo sversamento illegale di rifiuti ha del miracoloso poter raccontare che a breve saranno piantati ben 500 alberi. Questa mattina nel comune di Giugliano il sindaco, Antonio Poziello, e il presidente del Consorzio Asi di Napoli, Giuseppe Romano, hanno firmato una convenzione che prevede la rinaturalizzazione dell'area d'accesso alla zona Asi. In uno spazio in passato occupato da un campo rom ed oggi ricettacolo di rifiuti e erbacce verranno piantati 500 pioppi.


campo rom1

campo rom2

Il protocollo segue l'intesa con Legambiente e il Comitato Parchi per Kioto che forniranno gli alberi. Il primo dovrebbe esser piantato a breve, probabilmente entro venti giorni, ma l'ultima parola in merito spetterà ai tecnici che stanno valutando se le condizioni meteo sono favorevoli per eseguire la piantumazione ora o se rimandarla a settembre. 

poziello


"Questo è solo il primo di una serie d'interventi di rinaturalizzazione che abbiamo in programma - ha dichiarato il sindaco Poziello – in una delle aree che per anni è stato il simbolo del degrado di questa città".

romano

Soddisfazione espressa anche dal presidente Romano, che ha definito la convenzione: "un esempio di buona amministrazione e di amministrazione sinergica tra i vari enti preposti alla tutela del territorio". Ma il presidente Romano, ha anche annunciato che è in via di definizione un progetto pilota con il Ministero dell'Interno nell'ambito del P.O.N. (programma operativo nazionale) legalità 2017, che prevederà l'utilizzo di sistemi attivi di sorveglianza anche rispetto a ciò che entra ed esce dagli agglomerati industriali. Un progetto che fornirebbe qualche rassicurazione in più alla cittadinanza di Giugliano, preoccupata per le ricadute sulla salute derivanti dalla prossima attivazione del biodigestore nella zona Asi.

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Villaricca, la violenza verso le donne raccontata dai Fatebenefratelli nel loro libro "Femmene"

Quando due attori comici, parlando di violenza verso le donne, fanno riflettere.

VILLARICCA - Nel dialetto napoletano le donne sono dette 'e femmene, viceversa per gli uomini non si utilizza la parola maschio. Non stupisce quindi che due uomini, due napoletani, abbiano scelto la parola Femmene come titolo del loro libro che parla di donne. Tuttavia se a parlare di donne, e di violenza sulle donne, sono due comici, due artisti come I Fatebenefratelli, allora il risultato non è più scontato. E non può esserlo perché, di solito, il tema della violenza di genere è affrontato e raccontato dalle donne che rendono evidenti aspetti spesso oscuri all'universo maschile. Particolari che però non sfuggono alla sensibilità di chi è abituato a scrutare la società per coglierne i paradossi da trasformare in battute.

copertina femmene

Così, ieri, nella biblioteca del comune di Villaricca, nell'ambito dell'appuntamento Un caffè con l'autore, e alla presenza della sindaca Maria Rosaria Punzo, sono stati gli stessi fratelli, Edo (Edoardo) e Gigi (Luigi) Imperatrice, ad accantonare per un attimo la maschera comica de I Fatebenefratelli, che li ha resi famosi in tv negli anni '80 e '90, alternando esilaranti siparietti alla lettura di brevi passi del loro libro. Perché, come riportato sulla quarta di copertina del loro testo: il far ridere è "solo" il loro mestiere e anche due attori comici, scesi dal palcoscenico, vivono la quotidianità come tutti noi. È apparso, quindi, naturale ascoltare gli uomini Eduardo e Luigi, affrontare un tema tanto delicato e attuale. I due fratelli dichiarando, apertamente, il loro disgusto nell'apprendere che, quotidianamente, vi è almeno una donna vittima del maschilismo hanno tradotto questo sentimento mettendolo nero su bianco in un libro.

L'agevole volumetto affronta così in quattro episodi storie di donne vittime di stupro, di stalking, di omicidi e di una violenza che dilaga sempre più. Tuttavia, con l'ultimo racconto, offrono al lettore un raggio di luce, una vena di speranza, raccontando una grande storia d'amore. Un amore sano, sincero, un amore rispettoso che non tramuta la donna amata in un oggetto di cui vantarne il possesso, al punto da poterne disporre a piacimento fino all'eliminazione fisica.

La lettura di alcuni passi del libro è stata allietata dalla performance canora della brava Alessandra Murolo che ha interpretato brani di musica leggera e napoletana che ben fotografano il caleidoscopio di sentimenti che attraversano alcune donne. Al termine della serata il pizzaiolo Gianni Pernice è stato premiato dall'amministrazione con una targa ricordo: per aver dato lustro al comune di Villaricca classificandosi al secondo posto ai campionati mondiali del pizzaiolo tenutisi nell'ambito del Pizza Village del lungomare Caracciolo di Napoli.

Sotto il Video e la Galleria

GianniPernice

"Ridi che ti passa", la terapia del sorriso illustrata da un clown-dottore.

Lo straordinario potere di una risata, un sorriso o un abbraccio nel racconto di chi da più di dieci anni lavora come clown-dottore.

Aversa. La stretta correlazione tra il buon umore e il livello di benessere psico-fisico è un dato acquisito dalla medicina moderna. Se n'è parlato nell'ambito del seminario «Il Sorriso come Terapia - Far sorridere per star bene!» tenutosi presso l'istituto "Seneca" di Aversa, un centro di formazione riconosciuto dalla Regione Campania particolarmente attivo nel campo della formazione socio-educativa, ad esempio con corsi sul linguaggio dei segni LIS.

Ad illustrare l'efficacia della terapia del sorriso è stata la dottoressa Flora Sasso, clown-dottore da oltre dieci anni presso il reparto di oncologia pediatrica del I Policlinico di Napoli e presidente dell'associazione "La tua voce". La Sasso ha mostrato al folto pubblico, composto da operatori socio-sanitari, studentesse della Facoltà di scienza della formazione e volontarie ospedaliere, quanto la leva emotiva possa influenzare il benessere psico-fisico. Attraverso il racconto delle proprie esperienze come terapeuta e una serie di brevi interviste motivazionali ha mostrato concretamente com'è possibile influenzare l'umore di adulti e bambini.

La Sasso ha avuto modo di formarsi anche con il famoso clown-dottore, Hunter Adams (noto come Patch Adams), dalla cui biografia è stato tratto il film "Patch Adams", interpretato dal compianto Robin Williams.

Indicativo e toccante è risultato, a tal proposito, il suo racconto dell'esperienza maturata qualche anno fa con Marco: un neonato di sedici mesi affetto da leucemia che si stava spegnendo. "Giunta in reparto - ricorda la Sasso - mi dissero che quel bambino era molto grave ma chiesi comunque al papà se potevo prenderlo un po' in braccio. Il papà acconsentì e poco dopo Marco aprì gli occhi facendomi un sorriso, tanto da strappare al papà una battuta spiritosa, sorpreso in quel momento nel vedere la reazione del figlio che da due giorni aveva gli occhi chiusi. Pochi minuti dopo ero nel corridoio e avvertii il pianto di quei genitori perché Marco se n'era andato. Ecco, non sempre si può migliorare la vita dei pazienti ma si può cercare di alleviarne le sofferenze anche se solo per un istante".

Attraverso gli esempi proposti è emersa la delicatezza del lavoro del clown-dottore. Una figura professionale che necessita di una preparazione specifica per operare con efficacia a seconda se il paziente è un bambino, un anziano o un adulto che vive un disagio sociale. L'attività svolta - ha precisato la Sasso - è una vera terapia di supporto, condotta con frequenza bisettimanale, mentre il tirocinio formativo del clown-dottore dura circa un anno durante in cui il formando clown-dottore è sempre affiancato da un collega esperto. Il seminario è terminato con un "esperimento" che ha visto la partecipazione di tutti i presenti. La Sasso ha invitato gli allievi a scegliersi liberamente un partner da abbracciare per qualche minuto. Così, vincendo timidezza e ritrosie varie, tutti hanno trovato un compagno o una compagna cui trasmettere un'emozione. Il coinvolgimento raggiunto nell'esperimento è stato totale. Alcune delle partecipanti si sono commosse tanto da arrivare alle lacrime, testimoniando che tutti possiamo trasmettere forti emozioni, anche a perfetti sconosciuti. 

 allievi del seminario sulla terapia del sorriso

 

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Melito, «L'anticamera dell'inferno» riporta gli alunni a scuola

Al liceo Kant di Melito gli studenti rinunciano al giorno di rotazione per assistere alla presentazione del libro «L'anticamera dell'inferno»

Melito. Spesso, con troppa superficialità, etichettiamo i giovani come privi di valori, interessati solo al loro piccolo mondo e con lo sguardo fisso sullo smartphone. Ed invece loro, i ragazzi del liceo Kant di Melito, ieri hanno dimostrato quanto siano infondati questi pregiudizi.

Gli studenti, infatti, come ha precisato il prof. Vincenzo Spina, dirigente scolastico del Kant, hanno rinunciato ad un giorno per loro festivo, determinato dalla cosiddetta «rotazione scolastica», pur di partecipare alla presentazione del libro «L'anticamera dell'inferno» della scrittrice Silvana Russo. Un romanzo in cui l'autrice, attraverso i ricordi del protagonista malato di un male ricorrente in questo territorio, racconta la trasformazione della Campania Felix nella Terra dei Fuochi.

L'evento ha registrato lo spontaneo interesse degli alunni sui temi della difesa del territorio, delle tradizioni e della storia che lo caratterizzano e della difesa della legalità.

alunni del Kant
Stimolati dalle riflessioni offerte dal romanzo, la moderatrice dell'incontro, Paola Cipolletta, ha condotto gli alunni alla scoperta di quest'anticamera dell'inferno rappresentato dallo scempio ambientale perpetrato nell'area a Nord di Napoli attraverso il contributo degli altri ospiti dell'incontro: l'onorevole Michela Rostan, componente della Commissione giustizia e della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, Francesco Della Corte, di Fare Ambiente Campania, il capitano Antonio de Lise, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Giugliano, e il giornalista del Roma, Riccardo Bruno che hanno tracciato, ciascuno dal suo osservatorio, un quadro attuale del territorio evidenziando quanto profonda sia stata la trasformazione e i danni inferti.

Così la Rostan, nel sottolineare l'attaccamento ad un territorio, quello della fascia costiera di Giugliano, in cui vive, ha evidenziato i passi avanti compiuti dal punto di vista legislativo con l'adozione della legge sugli ecoreati. Strumenti che fino ad un recente passato non esistevano.

Analogamente Della Corte sottolineava il risveglio di una nuova e vivace sensibilità in campo ambientale che deve necessariamente passare per un trattamento dei rifiuti che sfugga a logiche criminali e si avvii ad un organico trattamento degli stessi in ambito locale.

Particolarmente apprezzato dai ragazzi poi l'intervento del capitano De Lise che, con il suo lavoro incessante e puntuale, sta suscitando sempre più consensi nella parte sana della società civile smuovendo le coscienze anche dei ragazzi che diventano in ciascun comune orgogliosi difensori del proprio territorio e dei valori ad esso connessi.

Ma la Terra dei Fuochi, osservava Bruno, è solo l'ultimo tassello del vasto mosaico di problemi che avvolge l'area a Nord di Napoli perché l'incendio dei rifiuti rappresenta solo l'ultimo atto di una filiera criminale.

Al termine dell'incontro, il viaggio intrapreso da questi alunni curiosi della storia del luogo in cui vivono e dei meccanismi che l'hanno ridotto a ciò che è oggi sembrava essere appena all'inizio, segno che la speranza in un futuro migliore non è vana.

Giugliano riscopre il gusto per l'arte e la poesia

Per una sera lo "Chalet del Centro" in piazza Gramsci a Giugliano si trasforma in una galleria d'arte


Giugliano. In una realtà dalle mille contraddizioni come Giugliano in Campania, in cui per i disfattisti ci può essere solo il degrado sociale e un appiattimento culturale, ieri, invece, ha prevalso l'arte. L'occasione è stata propiziata dall'evento culturale promosso dall'associazione "Agorà libera" che, nello Chalet del Centro di piazza Gramsci, ha dato vita ad una mostra dei dipinti di alcuni artisti campani.

Il vernissage, sponsorizzato da varie aziende operanti sul territorio e dalla Confcommercio di Giugliano, rappresentata all'evento dal suo presidente Andrea Pianese, ha offerto al folto pubblico l'opportunità di apprezzare alcune delle opere di Roberto Buanne, Francesco Liuzzi, Nina Esposito, Vittorio Musella, Luciana Ruoppolo, Mario Giamminelli, Luciana Sarnataro, Carmela Sgrena e Vincenzo Tesone.

maestro buanne

Sapientemente guidati dalla grazia di Gloria Vocaturo,

gloria vocaturo vincenzo ferrara

il folto pubblico ha avuto modo di ammirare, tra le tante opere esposte, il valore artistico di alcuni dei lavori di Roberto Buanne: pittore nato a Latina nel 1937 ma napoletano d'adozione, considerato tra i principali emulatori di Van Gogh in Italia. Tra i quadri più caratterizzanti della sua produzione spiccano: i Fossili-Intravisioni e le Strutture di Comunicazione, dove l’astrattismo di Buanne raggiunge l’apoteosi tra i richiami al De Stijl, a Klimt, Moore e Chagall. Secondo il critico d’arte Giulio Tarro: «l’arte dell’eclettico maestro è intrisa di simboli, materia, segno. Nell’espressione pittorica c’è il gioco della libera associazione di pensiero, espresso a volte secondo una struttura ironica e provocatoria più spesso manifestata in segni aggressivi colti con estrema lucidità creativa».

francesca retta

Il nutrito programma della serata, organizzata dal presidente dell'associazione "Agorà Libera", Vincenzo Ferrara, ha offerto anche spazio alla lettura di alcuni sonetti e serenate del popolo giuglianese tratti da una raccolta di Luigi Taglialatela del 1800 dell'archivio storico GB Basile e interpretati dall'attrice Francesca Retta della Compagnia Teatrale “Orgoglio Napoletano". Ma all'incontro di ieri sera ne seguirà un altro oggi alle 18 e domenica alla stessa ora con la partecipazione di Giuseppe Loffredo, attore e regista.

locandina


Una tre giorni che dimostra quanto sia vivo il fermento culturale che anima questa città a dispetto di chi con troppa superficialità accomuna una comunità così vasta sotto un'unica etichetta.

Giugliano in Campania Lago Patria, si muovono le acque: riaperta la foce

Dragata la foce del Lago di Patria per porre rimedio agli allagamenti causati dall'innalzamento delle acque.

Giugliano - È trascorsa meno di una settimana da quando vi avevamo documentato lo stato in cui versava la Circumlago. In quell'occasione avevamo denunciato che quella strada, il cui parziale rifacimento è costato più di 200 mila euro, già mostrava i segni di un insabbiamento e che la mancanza d'interscambio delle acque, determinata dall'ostruzione della foce, aveva favorito l'eutrofizzazione del lago.

Oggi, registriamo con piacere che la nostra denuncia non è caduta nel vuoto. Infatti, questa mattina, il sindaco di Giugliano, Poziello, ci ha informato che: per porre rimedio agli allagamenti determinati dall'innalzamento delle acque del lago, il Comune di Giugliano in Campania, d'intesa col Comune di Castel Volturno, ha provveduto a dragare il fondale della foce che, insabbiatosi nel tempo, impediva il deflusso delle acque dal lago verso il mare. Questa operazione, da tempo attesa e inspiegabilmente rimandata, porterà con sé, quale ulteriore beneficio, una probabile diminuzione del tasso di inquinamento delle acque.

Giova, infatti, ricordare che il lago oltre ad essere eutrofizzato è anche inquinato a causa dei numerosi scarichi abusivi e incontrollati dei terreni prospicienti. Questo ha portato, nel tempo, ad un innalzamento del tasso dei sali di azoto e fosforo disciolti nelle acque e ha favorito la proliferazione delle alghe. Si è così innescato il processo che ha, poco alla volta, contribuito, in maniera ciclica ed in corrispondenza delle fioriture algali, alla riduzione dell'ossigeno nelle acque del lago dando luogo alla naturale morte dei pesci per asfissia.

La catena biologica di un lago, che per sua natura ha un limitato ricambio delle acque, è un meccanismo molto delicato e non può fronteggiare la mano criminale e ignorante dell'uomo che, in quello specchio d'acqua salmastra, non vede altro che un luogo dove liberarsi, a costo zero, di acque reflue che necessiterebbero di costosi trattamenti. Per questo c'è da augurarsi che questa attività, anche se condotta per far fronte ad un'emergenza, possa rappresentare solo il primo passo condotto dalle Amministrazioni comunali di Giugliano e Castel Volturno in favore di un pieno e ampio sfruttamento turistico del lago di Patria.

 

Giugliano in Campania, Scipione l'Africano oltraggiato anche da morto

Un bene che altrove sarebbe il fiore all'occhiello della città, a Giugliano in Campania versa in uno stato di semi abbandono per l'incuria e l'inerzia delle autorità competenti.

Giugliano. Sin dalle elementari abbiamo appreso che il console romano Publio Cornelio Scipione, detto Scipione l'Africano, sconfisse Annibale nella famosa battaglia di Zama. Pochi, però, sanno che nel 188 a.c. a seguito di una feroce campagna denigratoria si ritirò nella sua villa a Liternum, nei pressi dell'attuale lago di Patria, pronunciando la celeberrima frase: «Ingrata patria non avrai nemmeno le mie ossa» e lì morì nel 183 a.c.

Gli scavi della colonia di Liternum, iniziati nel 1932, hanno portato alla luce l'unico esempio in Campania in cui si sia conservato nella sua integrità il centro civile e amministrativo di una colonia romana; un tesoro archeologico che ha ancora molto da svelare visto che la villa di Scipione, descritta in una famosa epistola di Seneca e la sua tomba, di cui si hanno notizie attraverso Livio, non sono in realtà ancora emerse.

Ciò che invece è emerso, e in tutta la sua drammaticità, è lo stato in cui versa attualmente il parco archeologico di Liternum. Chiuso formalmente al pubblico da un cancello risulta in realtà banalmente accessibile semplicemente seguendo il muro di recinsione che, ad un certo punto, stranamente, s'interrompe consentendo a chiunque di poter entrare nel parco archeologico a dispetto della "minacciosa" catena e del catenaccio posti all'ingresso.

Cancello d'ingresso del parco archeologico di Liternum

Le immagini che vi mostriamo, scattate domenica 19 marzo 2017, documentano come sia agevole aggirare il muro di cinta del parco archeologico ed entrare indisturbati mettendo a rischio la sicurezza di un bene artistico dall'inestimabile pregio. Gli scavi di Liternum rappresentano l'ennesimo caso di una risorsa culturale e turistica non valorizzata nel vasto comune di Giugliano in Campania. È superfluo ricordare che ci sono innumerevoli progetti per il parco, che sono stati anche stanziati i fondi, che vi siano dispute di ogni genere tra le autorità competenti: su chi abbia la titolarità a decidere e intervenire e su quale ubicazione vada data ai reperti già trovati e quelli che dovessero emergere da futuri scavi.

Muro di cinta del parco archeologico di LiternumLa Città Metropolitana di Napoli annuncia dal suo sito che: "La Colonna Anastilosi sul tempio (Capitolium) del Foro dell’Area “Antica Liternum” sarà finalmente restaurata.

Colonna Anastilosi

Ieri, infatti, è stato firmato il contratto che affida all’impresa specializzata ARCHEO&RESTAURI di Napoli, per un importo di 33mila e ottocento euro, i lavori di restauro, recupero archeologico e messa in sicurezza della Colonna che è parte integrante del sito archeologico Foro dell’area “Antica Liternum” di Giugliano di proprietà della Città Metropolitana di Napoli. L’intervento dovrà essere completato entro 60 giorni dalla consegna dei lavori. «Il sito necessitava da tempo - ha dichiarato il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi de Magistris - di un opportuno restauro e valorizzazione. Con questo primo intervento abbiamo voluto confermare il nostro impegno per la protezione dei reperti archeologici del sito Liternum. L’intervento pone le basi per il recupero completo del sito ed è la premessa per la sua fruizione pubblica»."

Da cronisti, tuttavia, ci limitiamo a registrare l'attuale stato di abbandono del parco con cumuli di sacchi di fogliame ed erba accatastata da mesi. Ed è forse il caso di citare il motto romano Dum Romae consulitur, Saguntum expugantur che si può tradurre così: "Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata".

Sacchetti di fogliame e erba accatastati nel parco archelogico
Sacchetti di fogliame e erba accatastati nel parco archelogico

 

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