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22-Jun-2017 Aggiornato alle 15:54 +0200
Vincenzo Perfetto

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

URL del sito web: http://www.puntomagazine.it

Pozzuoli, al via i lavori di ristrutturazione dei sottopassi della Cumana di via Fatale e via Barletta

Il 21 giugno inizieranno il lavori per la ristrutturare i sottopassi della Cumana di via Fatale e via Barletta a Pozzuoli

Domani, mercoledì 21 giugno 2017, inizieranno i lavori di ristrutturazione dei sottopassi della Cumana di via Domenico Fatale e via Barletta. A comunicarlo è la stessa azienda proprietaria della linea ferroviaria Eav, che, con sollecitudine, ha raccolto la richiesta del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia. Lo stato di degrado in cui si trovano i sottopassi, segnalato anche dagli abitanti della zona, aveva indotto il sindaco ad inviare una richiesta urgente di intervento all'Eav a salvaguardia della pubblica e privata incolumità dei cittadini. I lavori di manutenzione dureranno all'incirca quindici giorni.

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Qualiano, il PUC torna al mittente. Il prossimo in collaborazione con la Città Metropolitana

Dopo il duro colpo del parere di non coerenza del Piano Urbanistico Comunale di Qualiano. Il Sindaco dichiara in un video che quello nuovo sarà redatto con la collaborazione della Città Metropolitana di Napoli.

Alla fine è arrivata, per i più maligni fin troppo tardi, la "bocciatura" del Piano Urbanistico Comunale del Comune di Qualiano, ma per coloro che hanno a cuore lo sviluppo socio-economico-infrastrutturale della città è una iattura.

Molti sono stati i tecnici che ad intervalli regolari sono stati ospiti della nostra redazione, interpellati per renderci edotti su quanto poteva accadere ed in tanti hanno espresso le proprie perplessità rimaste tali e mai divulgate perché nessuno, fino a pochi giorni fa, si era mai fatto avanti con relazioni con tanto di firma.

La sorte, a volte beffarda, ha voluto che a due giorni di distanza dall’articolo che raccontava della relazione dell’Arch. Catapano, arrivasse il duro responso dalla città metropolitana. A voler essere precisi mentre ci apprestavamo a pubblicare l’articolo con allegata la relazione, in città Metropolitana si decideva che il Puc non poteva essere accolto e lo si spediva al mittente.

Per ottenere maggiori spiegazioni abbiamo chiesto attraverso l’ufficio stampa del Comune una dichiarazione al Sindaco Ludovico De Luca. Abbiamo, tuttavia, appreso che il Sindaco non era in sede perché si era recato in Città Metropolitana (presumiamo per una riunione esplicativa), per cui non avrebbe potuto rispondere, ma ci è stato promesso che avremmo avuto la dichiarazione che al momento della pubblicazione di questo articolo non è ancora arrivata.

Per dovere di cronaca, però, dobbiamo registrare che il Primo cittadino di Qualiano, ha rilasciato una nota video su facebook a disposizione della cittadinanza, nella quale cerca di chiarire, a nostro avviso anche candidamente, che il parere non coerente della Città Metropolitana di Napoli è giunto perché il PUC di Qualiano ha cercato di andare “oltre” le linee fornite dal PTCP, forse dimenticando che quando vi sono delle regole da rispettare queste ultime non sono fatte per essere infrante "andando oltre" con il progetto. Il Sindaco continua spiegando che il prossimo progetto di PUC sarà redatto con una stretta collaborazione con gli Uffici dell’ex Provincia.

Ci domandiamo, allora, se l’Amministrazione, dopo aver speso fior di quattrini del denaro pubblico per ricevere un parere di "non coerenza", voglia iniziare una azione risarcitoria nei confronti di coloro che si sono adoperati per produrre un PUC non coerente con le linee del PTCP. Non ci aspettiamo più alcuna risposta, va bene anche un video su facebook adesso va più di moda: è più "cool".

Non solo, abbiamo provveduto a contattare l’Assessore al ramo Davide Morgera il quale, in Consiglio comunale, interrogato sul Puc in merito alle integrazioni richieste in prima battuta dalla città metropolitana, aveva rassicurato i presenti e i consiglieri interroganti: era tutto a posto. Alla nostra richiesta di dichiarazione contattato attraverso “Whatsapp” in merito a quanto accaduto non ci ha ancora risposto.

Abbiamo fatto lo stesso con un altro Consigliere comunale competente in materia: l’Arch. Luigi Margiore unico che, pur non fornendo una dichiarazione nel merito della decisione della Città Metropolitana, quanto meno ha ritenuto necessario risponderci così: «In questo momento non ritengo opportuno rilasciare dichiarazioni e/o considerazioni al riguardo».

È palese e comprensibile l’imbarazzo per quanto accaduto, soprattutto quando la consulenza del progetto viene affidata ad eminenti cattedratici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a costi veramente spropositati credendo di essere in una botte di ferro.

La scelta di non fornire spiegazioni oppure fornirle di comodo come quella propinata dal Sindaco De Luca, tuttavia, non è mai stata – perlomeno su tali vicende – sensata; riteniamo, infatti, che i cittadini debbano conoscere cosa non è andato per il verso giusto direttamente da coloro che hanno votato per risolvere e risollevare le sorti di questa comunità. Si trovano, invece, (tranne i più eruditi) nella condizione di non capire cosa sia successo e cosa sarà della loro città dinnanzi alla prospettiva che debba passare altro tempo prima di vedere un Piano Urbanistico Comunale redatto con tutti i crismi della correttezza.

Reputiamo verosimilmente onesto e giusto da parte dei cittadini chiedere un risarcimento danni a coloro che intascando laute parcelle non hanno saputo, evidentemente, consigliare come strutturare il PUC al progettista che, in ultima analisi, non avendone mai progettati prima, si è ritrovato presumibilmente a commettere alcuni errori che hanno tagliato le gambe all’intero progetto.

Restiamo comunque a disposizione degli attori di questa triste vicenda qualora volessero spiegare ai cittadini quali sono gli errori commessi.

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Villaricca abbattuti i pini di Corso Italia

Non sono bastate i due giorni di proteste inscenate dal Movimento 5 stelle di Villaricca: i pini di Corso Italia sono stati abbattuti. Evidentemente ritenuti pericolosi.

Villaricca. Niente da fare per i pini del Corso Italia, abbattuti gli alberi secolari che erano sul margine dell’Alveo dei Camaldoli. Ieri la protesta sul posto del Movimento 5 Stelle di Villaricca, capitanata dal Cons. Albano che aveva chiesto 24h ore di tempo affinché i loro tecnici potessero analizzare le relazioni.

Questa mattina di nuovo il presidio sul posto, ma non vi è stato nulla da fare gli alberi sono andati giù. Al Movimento 5 Stelle restano di certo “l’onore delle armi”. Fonti attendibili, tuttavia, dicono che la vicenda non finirà così sicuramente saranno chieste spiegazioni.

Già ieri era chiara l’intezione di Albano di verificare se effettivamente gli alberi erano da abbattere, mostrando di non essere contrario a priori ma di voler rendersi conto dell'effettiva pericolosità. Gli atti richiesti, stando alle nostre fonti, non sono ancora stati consegnati al Consigliere pentastellato, sicuramente nei prossimi giorni dovrebbe venirne in possesso.

È noto che i pini sono alberi che quando superano certe dimensioni e sottoposti a particolari stress come vento e condizioni avverse, in molte città sono stati anche letali e portatori di danni enormi. In tal caso se quelli di Villaricca costituivano effettivamente una minaccia alla pubblica incolumità allora ben venga l’abbattimento. Nella speranza, però, che valga sempre il rapporto che per ogni albero abbattuto ne vengano piantati cinque.

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Villaricca, pino pericolante in Corso Italia: aut aut del M5S

Il M5S di Villaricca interviene contro l'abbattimento del pino dal quale si è staccato un ramo. Albano: "Vogliamo leggere ed analizzare la relazione dell'agronomo"

Villaricca. Intervento del Movimento 5 Stelle e di un gruppo di cittadini in Corso Italia a Villaricca nei pressi del famoso pino da abbattere dopo che nei giorni scorsi dato il peso è caduto un ramo.

«Il presidio di oggi – spiega il Cons. Albanoè stato necessario perché si intende abbattere un pino secolare che dal nostro punto di vista è una fonte di ossigeno ed è uno degli ultimi rimasti dei tanti che seguivano le sponde dell’alveo. Vi sarebbe una relazione di un agronomo nella quale vi sono le motivazione secondo le quali va eseguito l’abbattimento. Noi chiediamo di vederla null’altro. Abbiamo chiesto un parere ad un agronomo che ci ha fornito una spiegazione. Vi sarebbero, infatti, due rami che sporgono all’esterno e questi potrebbero, sotto il loro peso, far crollare l’albero. Bisognerebbe, quindi – continua Albanotagliare quei due rami per azzerare il pericolo. Informiamo che finquando non potremo analizzare, con l’aiuto del nostro agronomo, la relazione che indica l’abbattimento, chiediamo che la zona venga messa in sicurezza e l’abbattimento sia rinviato e che i due rami che gerano il pericolo siano tagliati. Domattina – conclude Albanodalle 7:00 sarò nei pressi del pino per un sit-in cercando di non far proseguire i lavori».

Fermo il consigliere pentastellato nelle sue dichiarazioni, ma non esclude un dialogo sulla relazione che prescrive l’abbattimento per eliminare ogni rischio.

Giugliano, Alle 17:00 in fiamme una piazzola di "Taverna del Re"

Nuovo rogo a Taverna del Re. Una potenziale nuova bomba ecologica scongiurata dal tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto Arpac e Polizia Municipale di Giugliano

Mentre infuriava la polemica sulla questione dei dati dei roghi, alle 17:00 circa, un nuovo incendio si è innescato a Taverna del Re. A bruciare una delle piazzole su cui si stava lavorando, ma fortunatamente il rogo non è durato molto grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco, dapprima hanno estinto le fiamme e subito dopo hanno iniziato una attività investigativa.

Sul posto anche il personale dell'Arpac che hanno immediatamente fatto un controllo sulla qualità dell'aria come di solito avviene per questo tipo di incendi, ma i risultati non hanno presentato particolari perché l'intervento di estinzione è stato tempestivo, cosa che in altre occasioni recenti non è avvenuta, quando il rogo è proseguito per giorni. L'arpac ha fatto anche delle prescrizioni da osservare nei prossimi giorni, forse per evitare altri casi di autoinnesco.

Dalle prime indagini è stata esclusa la natura dolosa del rogo, da indiscrezioni si parla di una sorta di autocombustione dovuta al forte caldo unitamente a qualche fattore di innesco. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Municipale di Giugliano per i rilievi del caso.

 

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Sant'Antimo, Ballottaggio. Russo: «Nappi e Pentangelo sono male informati, come spesso succede»

«Nell'apparentamento del secondo turno abbiamo escluso qualunque rapporto con quella lista di destra, da sempre incompatibile con le posizioni nazionali e locali del PD». Cosi Aurelio Russo replica a Nappi e Pentangelo

Anche Aurelio Russo citato nella nota di Nappi e Pentangelo rilascia la sua breve replica ai due esponenti di Foza Italia spiegando: «Nappi e Pentangelo sono male informati, come spesso succede. L'intesa raggiunta è con la lista civica "Insieme", collegata al primo turno con FDI. Nell'apparentamento del secondo turno abbiamo escluso qualunque rapporto con quella lista di destra, da sempre incompatibile con le posizioni nazionali e locali del PD».

Sant'Antimo, Ballottaggio. Castiglione: «L'accordo lo ha fatto la lista "Insieme"»

Salvatore Castiglione spiega perché è giunto l'accordo con il PD per il ballottaggio di Sant'Antimo: "[...] è stato trovato un punto d'incontro che non c'è stato con Forza Italia, gruppo politico sordo e gestito in modo assurdo da chi lo rappresenta [...]"

Non si fa certamente attedere la replica di Salvatore Castiglione alla nota di Forza Italia. Nella sua dichiarazione, infatti, va a precisare che gli accordi non sono tra Fratelli d'italia e PD ma tra la lista Insieme e PD

«Si è deciso di appoggiare la candidatura di Russo perché sono stati trovati dei punti di incontro sui programmi e sul futuro del paese; in poche parole è stato trovato un punto d'incontro che non c'è stato con Forza Italia, gruppo politico sordo e gestito in modo assurdo da chi lo rappresenta. Personalmente non ho condiviso il progetto di Forza Italia dall'inizio quindi di conseguenza non si poteva tornare nel loro cartello. L'arroganza di Forza Italia è arrivata al limite. Voglio, inoltre aggiungere, che l'accordo lo ha fatto solo la lista civica INSIEME».

Crisi idrica al Parco Noce di Varcaturo: allaccio alla rete di Via Madonna del Pantano

Da questa mattina gli operai incaricati dal Comune di Giugliano sono al lavoro per collegare il reticolo di tubazioni degli ultimi viali del Parco Noce alla condotta di Via Madonna del Pantano a Varcaturo 

Giugliano. Ancora a lavoro i tecnici inviati dal Comune di Giugliano a Varcaturo per risolvere le criticità dovute al drastico calo di pressione che si avvertiva in alcuni viali, in particolare secondo e nel terzo, del Parco Noce, enorme parco residenziale che affaccia su Via Ripuaria e su Via Madonna del Pantano.

Da questa mattina, infatti, gli operai stanno lavorando ad un nuovo collegamento alla rete idrica di Via Madonna del Pantano. I lavori, che vanno avanti da circa due giorni, hanno come finalità l’alimentazione, da più punti, del reticolo di tubazioni esistenti nei viali del "Parco Noce" provando a compensare le cadute di pressione. Quest’ultimo intervento, invece, dovrebbe consentire di aumentare l’apporto sugli ultimi viali, superando la problematica che ha messo in reale difficoltà i residenti.

In una nota giunta in redazione questa mattina l’assessore Rimoli spiega: «Lavoriamo per risolvere i problemi. Purtroppo, alla riduzione della pressione per la siccità, si aggiungono problemi sulle reti. L'Intervento di stamattina dovrebbe contribuire a superare le criticità».

Sulla questione era intervenuto il 15 giugno scorso anche il Sindaco Poziello attraverso una lunga nota lasciata alla stampa locale e diffusa anche su Facebook in seguito ai primi scavi operati per cercare di comprendere quali fossero i problemi della zona.

Resta, tuttavia, la forte siccità che sta colpendo tutta la Nazione. Lo scarso approvvigionamento dell'acqua in Campania deve invitare tutti ad avere un uso più parsimonioso. In questo particolare ed eccezionale periodo le decisioni dell'EIC (Ente Idrico Campano) comportano cali della pressione che sono registrati in quasi tutti i comuni della Città Metropolitana di Napoli.

 

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PUC Qualiano: tante domande in attesa di risposte

Tante domande sul PUC di Qualiano... nessuna risposta

È pervenuta qualche giorno fa nella nostra redazione una relazione a firma dell’Arch. Antonio Catapano, noto professionista di Qualiano, che solleva inquietanti interrogativi riguardo il futuro del PUC (Piano Urbanistico Comunale).

A commissionare la relazione, in uno spirito di opposizione costruttiva, i Consiglieri di Minoranza che, evidentemente, hanno preferito scegliere un tecnico tra quelli che furono scelti per la prima redazione del Piano perché giudicati competenti dalla stessa Amministrazione anche se, poco dopo, furono sostituiti dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Lo spirito costruttivo lo si evince tutto in un piccolo paragrafo della parte introduttiva della relazione di Catapano: “[...] In prima istanza avevo perplessità nell’accettare tale compito considerando che l’Amministrazione attuale aveva sostituito il gruppo di consulenti formato da tecnici locali costituito dal sottoscritto arch. Antonio Catapano, dall’ing. Antonio Granata, dall’arch. Pasqualino Di Rosa, dall’arch. Francesco Maria Fele e dall’arch. Francesco De Luca, con una struttura di ben altro spessore: Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Quindi le mie perplessità erano legittime ritenendo che una struttura di tale spessore culturale non sarebbe mai potuta casere in fallo soprattutto sotto l’aspetto tecnico e quello procedurale, ma, incentivato dalla stima professionale riconosciutami dai consiglieri di minoranza ed incentivato anche dall’arch. Moccia che, alla presentazione del PUC in seduta pubblica, dichiarò la sua gratitudine a chi avrebbe comunicato eventuali errori, ho ritenuto giusto accettare il compito. [...]”.

Nella relazione (che lasciamo in allegato all’articolo) l’arch. Catapano anticipando la mancanza degli atti perché ad oggi non ancora forniti parla di perplessità, in tutto cinque, che meritano approfondimenti da parte dell’Amministrazione. Lasciano, tuttavia, scaturire importanti interrogativi che necessitano di risposte non per nostra soddisfazione giornalistica, non abbiamo interessi, ma per la necessaria approvazione del Piano Urbanistico Comunale la cui mancanza sta lasciando la cittadina di Qualiano nell’arretratezza socio-economico-infrastrutturale.

La prima perplessità avanzata da Catapano è relativa alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica), una valutazione necessaria una programmazione urbanistica. In quest’ambito l’autore pone l’accento, al fine di ritenere legittimo l’elaborato, sulla Delibera di Giunta 79/2014 chiedendo di verificare che la VAS contenuta nella Delibera sia firmata da un tecnico abilitato; un ulteriore attenzione riguarda l’incarico dell’arch. B. Scalera. Catapano, infatti, ha chiesto di verificare se quest’ultimo fosse incaricato prima della Delibera di Giunta 79/2014 oppure è stato oggetto di un incarico successivo dato che ha siglato la Valutazione Ambientale Strategica approvata con Delibera di Giunta 237/2016. Catapano chiede, infine su questo punto di verificare se sia stata annullata la delibera 79/2014 prima di affidare l’incarico all’arch. B. Scalera che di certo è un tecnico abilitato.

La seconda perplessità mostrata dall’architetto che ha redatto la relazione allegata riguarda l’incarico per la redazione del PUC, come sappiamo affidata al responsabile dell’Ufficio tecnico l’ing. Nunzio Ariano. Su tale punto Catapano si pone due importanti interrogativi, anch’essi meritevoli di approfondimenti dal parte dell’Amministrazione e da parte del Segretario Generale, sempre nell’ottica di procedere nella corretta approvazione del PUC.

Il terzo dubbio sollevato è sulla duplice veste di Progettista e RUP  (Resposabile Unico del Procedimento) rivestita dall’ing. Nunzio Ariano. Catapano, infatti, invoca una verifica ai sensi delle linee guida n. 3 di attuazione del D.Lgs. 50/2016, approvate dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione). In virtù di quanto riportato ai punti 9 e 10, secondo quanto riporta Catapano, non poteva essere assegnato l’incarico di progettista all’ing. Ariano nonostante il suo curriculum, seppur ben nutrito, ma non adeguato alla fattispecie. Non potrebbe svolgere il ruolo di RUP perché l’opera e classificata dall’ANAC come complessa e le due figure quindi dovrebbero essere distinte.

Altra forte perplessità sollevata nella relazione, scritta con spirito collaborativo, sarebbe dettata dai piani sovracomunali che, stando a quanto riporta Catapano nella sua relazione, il PUC adottato non avrebbe preso in considerazione l’esistenza del Piano di Emergenza approvato dall’Amministrazione. Sembra, inoltre, che nemmeno il PTCP sia stato preso in considerazione quindi, secondo l’accreditato tecnico qualianese, sarebbe opportuno rivedere la parte strutturare del PUC e la relativa zonizzazione.

Altra dubbio riguarderebbe, invece, le zone di completamento. Risulterebbe, infatti, alcune zone del territorio non possono essere di tipo B2 perché la superficie degli edifici esistenti sarebbe inferiore al 12,5% della superficie fondiaria.

Da questi dubbi, l’arch Catapano conclude che se tutte le perplessità avanzate fossero fugate solo in parte e non tutte, il PUC di Qualiano dovrebbe essere messo in discussione e l’Amministrazione farebbe bene a ritirarlo in autotutela cercando di porre rimedio verificando tutto ed eliminando eventuali problemi.

La relazione dell’arch. Catapano è allegata a questo articolo. Per il bene dello sviluppo della città di Qualiano, sarebbe salutare una lettura di questo documento in tal modo ognuno può avere chiare tutte le motivazioni e le perplessità sollevate.

Dal nostro punto di vista il PUC è necessario alla città ma non dovrebbe essere compilato con tutti i crismi di correttezza? Leggendo il documento sembra che alcuni siano problemi insormontabili, ma questo ai gli occhi di una persona che non è addetta ai lavori.

Se non conoscessimo l’impegno profuso in questo importantissimo strumento urbanistico prodotto dall’Amministrazione sembrerebbe quasi, ma non vogliamo assolutamente crederci, che abbiano sbagliato apposta.

Clicca qui per leggere la relazione dell'Arch. Catapano

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Giugliano Varcaturo, tra breve importanti riqualificazioni

Chiesta la sdemanializzazione di circa 2441,93 m² per riqualificare via Ripuaria a Varcaturo dal 4° circolo fino all'incrocio con Via Madonna del Pantano. Presto esecutivi i progetti "Strade Nato" e "Piazzetta"

Giugliano Varcaturo. Novità per località Varcaturo a Giugliano. L’Ufficio Tecnico Comunale ha avanzato una richiesta di concessione dell’area demaniale che comprende parte dell’ex tracciato dell’alveo dei Camaldoli e della particella 51 del foglio 73 nel Comune di Giugliano per una superficie pari a 2441,93 m².

La superficie richiesta va dall’incrocio con Via Carrafiello fino a giungere all’incrocio con Via Madonna del Pantano per poter attuare un progetto di sistemazione di Via Ripuaria.

Nello specifico i lavori comprenderanno la costruzione di marciapiedi per il definitivo completamento dell’importante arteria cittadina giuglianese al fine di ottenere un miglioramento della viabilità per i residenti della zona.

Ulteriori dettagli li ha forniti l’Assessore alla Fascia Costiera Carla Rimoli: «Dobbiamo attendere ancora fino al 30 giugno e poi potremmo rendere esecutivo il progetto relativo ai marciapiedi che ci consentiranno di mettere in sicurezza e completare una delle arterie più trafficate della fascia costiera. Il demanio ci concede quella striscia di terreno che rappresentava il vecchio alveo al confine con via Ripuaria che utilizzeremo per i lavori. Pian piano – prosegue Rimolicominciamo a mettere in sicurezza tutte le strade della zona costiera, la soprintendenza ha sbloccato anche quel vincolo imposto dello scavo con mezzi manuali e non meccanici e a breve inizieranno i lavori “Strade Nato”. Attendiamo, adesso, la sdemanializzazione delle aree relative alla ex isola ecologica e spazio attivo per operare ad una riqualificazione dell'intera area».

La pista ciclabile, più volte chiesta da ogni fronte, purtroppo dovrà essere accantonata per motivazioni legate agli spazi.

Buone nuove, invece, sembrano arrivare sulla vicenda della “Piazzetta”: «È stata chiesta la sdemanializzazione anche dell’area relativa alla cosiddetta “Piazzetta”, nonché quelle circostanti – ci spiega Carla Rimolinell’ambito di un progetto di riqualificazione che va dall’intera area dell’ex isola ecologica con la costruzione di un parco giochi, un’area verde ed un certo numero di parcheggi e probabilmente uno svincolo o una rotonda per snellire il traffico che si viene a creare in questa zona che risulta, il centro della zona dove si concentrano maggiormente gli esercizi commerciali e i bar più noti e frequentati. Poichéprosegue l’Assessore alla Fascia Costieraè già stata posta in essere la richiesta di assegnazione di queste aree e poiché non abbiamo atteso nemmeno molto tempo rispetto alla richiesta relativa alla fascia ex alveo penso che a breve otterremo le autorizzazioni per rendere esecutivo il progetto della “Piazzetta”».

Varcaturo quindi, stando a quanto ha dichiarato l’Assessore, è in procinto di cambiare parzialmente il suo volto, ma tanto ancora resta da fare. Innegabile, tuttavia, l’impegno su quella zona che da anni necessità di interventi importanti e sconta gravi ritardi.

In Allegato la richiesta di sdemanializzazione

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