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27-May-2017 Aggiornato alle 11:00 +0200

Camorra, 32 arresti tra Marano, Calvizzano e Quarto: i dettagli

Camorra, 32 arresti tra Marano, Calvizzano e Quarto: i dettagli Foto: archivio

Nuovi dettagli in merito all’operazione di questa mattina contro il clan “Orlando” messa in atto dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna.

Le ordinanze cautelari eseguite quest a Marano e zone limitrofe, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA di Napoli, hanno raggiunto 32 persone in totale, 28 delle quali in carcere e 4 ai domiciliari, sono state notificate ad affiliati al gruppo camorristico degli “Orlando” che opera a Marano e nelle zone limitrofi. I destinatari dei provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al controllo delle attività economiche e imprenditoriali, al traffico di stupefacenti ed alla gestione delle piazza di spaccio locali e al reinvestimento speculativo dei capitali illeciti. A darne notizia una nota della Procura della Repubblica

Il procedimento è iniziato dalle indagini finalizzate alla cattura di Antonio Orlando, latitante dal 2003, già condannato per appartenenza ai “Nuvoletta”, all’epoca egemone.

L’attività investigativa operata ha permesso di delineare nuovi assetti delinquenziali sul territorio maranese. I Carabinieri, infatti, hanno colto la genesi del nuovo gruppo criminale degli “Orlando” cosiddetti dei “Carrisi” che, scalzando i residui affiliati dei gruppi Polverino e Nuvoletta o assemblandoli negli organigrammi criminali si sono impadroniti del territorio di Marano di Napoli, Quarto e comuni limitrofi, divenendone egemoni e governandone le attività illecite.

Le indagini hanno permesso inoltre di monitorare le evoluzioni del gruppo criminali strutturato, come si legge nella nota, su diversi livelli.

Il primo composto dal nucleo storico della famiglia Orlando e precisamente i fratelli Gaetano Orlando e il latitante Antonio Orlando che, grazie al loro notevole spessore criminale e attraverso una fitta rete di incontri, orientano il ruolo dei nipoti.

Il secondo livello è composto da Armando Lubrano, diretta espressione dello zio Antonio “mazzolino” capo del clan; Raffaele Lubrano; Lorenzo Nuvoletta, espressione dell’omonimo clan; Angelo Orlando detto “ ‘o malomm”, portavoce, coordinatore e responsabile delle attività del clan.

Il terzo livello è composto dai vari responsabili di zona e delle singole piazze di spaccio. Da loro dipendono anche i vari affiliati di livello esecutivo: i cosiddetti “guaglioni” ed è composto da Gennaro Sarappo sul territorio di Quarto, Raffaele Lubrano sul territorio di Calvizzano e Celeste Carbone per il controllo, come si evince dalla nota della procura, delle aree sensibili del clan.

Il quarto livello, infine, è composto dagli affiliati con ruolo esecutivo.

Di notevole rilievo sono i legami tra camorra e imprenditoria e le alleanze e contrasti con la frangia residua dei “Polverino”; numerosi esponenti di questi ultimi risultano transitati nelle fila degli Orlando.

Le indagini hanno permesso anche di far venire alla luce una caratteristica molto importante del gruppo crimimale. Esso, infatti, operava sul territorio un controllo che mirava alla continua pressione sugli operatori economici, alla verifica delle attività illecite autorizzate o meno che vengono compiute sui territori di competenza come, ad esempio, lo smercio di tabacchi lavorati esteri. Sotto il loro controllo gli obiettivi sensibili e delle piazze di spaccio riguardo alla presenza di forze di polizia o soggetti avversi al clan ed il fine il controllo della repressione della microcriminalità.

Nella nota della procura si evince l’azione di controllo del clan sulle attività delle Forze dell’Ordine. Il clan, infatti, ha provveduto a militarizzare l’intera area tanto che gli affiliati sono arrivati a perquisire un furgone fermo, credendo che fosse una postazione di controllo delle Forze dell’Ordine. Controlli analoghi, si legge nella nota, sono stati effettuati sia per bonificare le auto che per le telecamere di videosorveglianza posizionate dai Carabinieri, tanto che nelle conversazioni intercettate gli affiliati hanno citato “telecamere SIO”, una delle ditte autorizzate al noleggio degli apparati alle Forze dell’Ordine.

Un sodalizio criminale di alto livello quello degli “Orlando” che, come altri del medesimo calibro, vanta, come riporta la nota stampa della DDA, di significativi appoggi sul territorio con infiltrazioni tra le Forze dell’Ordine: in una conversazione ambientale, infatti, sono stati registrati rapporti di corruzione tra Gennaro Sarappo, Angelo Orlando e un ufficiale superiore non identificato ed in particolare si parla addirittura di una busta di soldi data ad un colonnello: “La busta al Colonnello dentro al bagno gliel’ho data io … gli ho pigliato un paio di fasci tanto”.

Nel corso degli arresti e delle perquisizioni sono stati sequestrati circa 30mila euro a casa di uno dei destinatari che si è sottratto all’arresto e sequestrate attrezzature per la bonifica a casa di Antono Orlando detto “ ‘o malomm”.

Redazione

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