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25-Sep-2017 Aggiornato alle 17:12 +0200

Giugliano in Campania, Scipione l'Africano oltraggiato anche da morto

Scavi Liternum Domenico Vigliotti Scavi Liternum

Un bene che altrove sarebbe il fiore all'occhiello della città, a Giugliano in Campania versa in uno stato di semi abbandono per l'incuria e l'inerzia delle autorità competenti.

Giugliano. Sin dalle elementari abbiamo appreso che il console romano Publio Cornelio Scipione, detto Scipione l'Africano, sconfisse Annibale nella famosa battaglia di Zama. Pochi, però, sanno che nel 188 a.c. a seguito di una feroce campagna denigratoria si ritirò nella sua villa a Liternum, nei pressi dell'attuale lago di Patria, pronunciando la celeberrima frase: «Ingrata patria non avrai nemmeno le mie ossa» e lì morì nel 183 a.c.

Gli scavi della colonia di Liternum, iniziati nel 1932, hanno portato alla luce l'unico esempio in Campania in cui si sia conservato nella sua integrità il centro civile e amministrativo di una colonia romana; un tesoro archeologico che ha ancora molto da svelare visto che la villa di Scipione, descritta in una famosa epistola di Seneca e la sua tomba, di cui si hanno notizie attraverso Livio, non sono in realtà ancora emerse.

Ciò che invece è emerso, e in tutta la sua drammaticità, è lo stato in cui versa attualmente il parco archeologico di Liternum. Chiuso formalmente al pubblico da un cancello risulta in realtà banalmente accessibile semplicemente seguendo il muro di recinsione che, ad un certo punto, stranamente, s'interrompe consentendo a chiunque di poter entrare nel parco archeologico a dispetto della "minacciosa" catena e del catenaccio posti all'ingresso.

Cancello d'ingresso del parco archeologico di Liternum

Le immagini che vi mostriamo, scattate domenica 19 marzo 2017, documentano come sia agevole aggirare il muro di cinta del parco archeologico ed entrare indisturbati mettendo a rischio la sicurezza di un bene artistico dall'inestimabile pregio. Gli scavi di Liternum rappresentano l'ennesimo caso di una risorsa culturale e turistica non valorizzata nel vasto comune di Giugliano in Campania. È superfluo ricordare che ci sono innumerevoli progetti per il parco, che sono stati anche stanziati i fondi, che vi siano dispute di ogni genere tra le autorità competenti: su chi abbia la titolarità a decidere e intervenire e su quale ubicazione vada data ai reperti già trovati e quelli che dovessero emergere da futuri scavi.

Muro di cinta del parco archeologico di LiternumLa Città Metropolitana di Napoli annuncia dal suo sito che: "La Colonna Anastilosi sul tempio (Capitolium) del Foro dell’Area “Antica Liternum” sarà finalmente restaurata.

Colonna Anastilosi

Ieri, infatti, è stato firmato il contratto che affida all’impresa specializzata ARCHEO&RESTAURI di Napoli, per un importo di 33mila e ottocento euro, i lavori di restauro, recupero archeologico e messa in sicurezza della Colonna che è parte integrante del sito archeologico Foro dell’area “Antica Liternum” di Giugliano di proprietà della Città Metropolitana di Napoli. L’intervento dovrà essere completato entro 60 giorni dalla consegna dei lavori. «Il sito necessitava da tempo - ha dichiarato il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi de Magistris - di un opportuno restauro e valorizzazione. Con questo primo intervento abbiamo voluto confermare il nostro impegno per la protezione dei reperti archeologici del sito Liternum. L’intervento pone le basi per il recupero completo del sito ed è la premessa per la sua fruizione pubblica»."

Da cronisti, tuttavia, ci limitiamo a registrare l'attuale stato di abbandono del parco con cumuli di sacchi di fogliame ed erba accatastata da mesi. Ed è forse il caso di citare il motto romano Dum Romae consulitur, Saguntum expugantur che si può tradurre così: "Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata".

Sacchetti di fogliame e erba accatastati nel parco archelogico
Sacchetti di fogliame e erba accatastati nel parco archelogico

 

Domenico Vigliotti

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